Mosca valuta una tregua aerea mentre Trump si prepara a incontrare Putin
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Redazione Esteri
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La missione di Steve Witkoff a Mosca, sebbene ancora incompiuta, potrebbe aver gettato le basi per un possibile cessate il fuoco, nonostante la determinazione bellica di Vladimir Putin rimanga intatta. L’inviato di Donald Trump, accompagnato da Kirill Dmitriev – figura chiave dell’establishment economico russo – ha percorso i vialetti dello Zaryadye Park, a pochi passi dal Cremlino. Quel gesto, più che una formalità diplomatica, sembra suggerire un’intesa personale tra i due paesi, che non si registrava da anni, nonostante il conflitto in Ucraina continui a dividere le parti.
Volodymyr Zelensky ha accolto con cautela i segnali provenienti da Mosca, affermando che «la Russia sembra più incline a una tregua». Le sue parole arrivano dopo che Trump lo ha aggiornato sui colloqui tra Witkoff e Putin, definiti «utili e costruttivi» dal Cremlino. Se da un lato il presidente ucraino riconosce l’effetto della pressione internazionale, dall’altro resta da vedere se le aperture russe si tradurranno in azioni concrete.
Intanto, Trump ha confermato la possibilità di un vertice con Putin già nella prossima settimana, seguito da un incontro a tre con Zelensky. L’ipotesi, avanzata dopo una telefonata con il leader ucraino – alla quale hanno partecipato anche il segretario NATO Jens Stoltenberg e i capi di governo di Gran Bretagna, Germania e Finlandia – potrebbe segnare una svolta nelle trattative.




