Putin e Trump si parlano, ma la pace è lontana. Il Cremlino annuncia ritorsioni per i raid ucraini

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il dialogo tra Vladimir Putin e Donald Trump, durato oltre un’ora, non ha prodotto svolte. Anzi, il presidente russo ha ribadito la sua intenzione di rispondere militarmente agli attacchi ucraini contro le basi dell’aeronautica, escludendo qualsiasi ipotesi di tregua immediata. “Un allentamento della pressione militare”, ha spiegato Putin, “sarebbe solo un invito a Kiev a rifornirsi di ulteriori armi occidentali”.

Prima del colloquio con Trump, il leader del Cremlino aveva già chiarito la sua posizione, respingendo la possibilità di un vertice con Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino, dal canto suo, continua a chiedere alle potenze occidentali di aumentare le pressioni su Mosca. Antonio Tajani, intervenuto sulla questione, ha dichiarato che l’Ue è pronta a introdurre nuove sanzioni, definendole “strumenti utili per spingere Putin a negoziare seriamente”. Misure che, secondo lui, potrebbero indebolire la macchina bellica russa, legata più a logiche economiche che a motivazioni ideologiche.

Intanto, un altro canale diplomatico si è aperto, quello tra Putin e papa Leone XIV. Il Cremlino ha definito “costruttivo” il confronto, durante il quale il presidente russo ha ringraziato il Pontefice per la sua mediazione. Ma le speranze di una svolta rimangono flebili, come ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin, secondo il quale la mancanza di un contatto diretto tra le parti in conflitto è motivo di “enorme tristezza”.

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