Rischio chimico nel riso, nuovi lotti di Carnaroli ritirati dal mercato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo di quattro nuovi lotti di riso Carnaroli prodotti dalla Riseria di Morano, azienda con stabilimento a Morano sul Po, in provincia di Alessandria. I provvedimenti arrivano dopo un primo avviso pubblicato all'inizio della settimana e ampliano il perimetro di un'allerta che, ora come ora, coinvolge un numero significativo di confezioni distribuite sul territorio nazionale, costringendo i consumatori a controllare con attenzione le scorte in dispensa.

I lotti ritirati e i termini di scadenza

I nuovi richiami riguardano esclusivamente il prodotto a marchio "Riseria di Morano", declinato in diverse formati che vanno dalla confezione da un chilo a quella da venticinque chili, destinata probabilmente al canale Ho.Re.Ca. Nel dettaglio, sono stati segnalati il lotto 13023036, con termine minimo di conservazione fissato al 31 ottobre 2027, e il lotto 13022036, con scadenza al 31 marzo 2027, entrambi presenti nelle confezioni da un chilo.

Lo stesso lotto 13021036, con TMC 31 marzo 2027, è stato ritirato per le confezioni da cinque chili, mentre il lotto 13022036, sempre con scadenza 31 marzo 2027, riguarda i sacchi da venticinque chili. Una pluralità di referenze che impone ai cittadini un controllo minuzioso dei dati stampigliati sulle singole buste, per evitare di consumare un prodotto potenzialmente nocivo per la salute.

La sostanza incriminata: la tetrametrina

Il motivo che ha scatenato l'intervento del ministero è la presenza di tetrametrina oltre i limiti consentiti dalla normativa europea; si tratta di un principio attivo appartenente alla famiglia dei piretroidi, comunemente impiegato come insetticida in ambito agricolo e domestico, il cui residuo sui prodotti alimentari è strettamente regolamentato per prevenire rischi di intossicazione.

L'azienda produttrice, la Riseria di Morano, che ha sede in viale Stazione 3 a Morano sul Po, si trova ora a dover gestire un'operazione di ritiro che coinvolge una filiera complessa, visto che i suoi prodotti finiscono sugli scaffali di numerose catene di distribuzione in tutta Italia.

La segnalazione della presenza di un pesticida in concentrazioni superiori a quelle ritenute sicure rientra in un quadro di controlli sempre più stringenti, nei quali l'Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute collaborano per tracciare e intercettare eventuali partite contaminate prima che possano causare danni ai consumatori.

L'allarme pesticidi e i precedenti richiami

Non si tratta, in ogni caso, di un episodio isolato, ma di un fenomeno che periodicamente riporta l'attenzione sull'uso di fitofarmaci nella filiera cerealicola, con particolare riferimento al riso, prodotto di punta dell'economia agricola della Pianura Padana. La vicenda coinvolge specificamente il Carnaroli, varietà pregiata spesso utilizzata per la preparazione di risotti, e richiama alla mente episodi analoghi verificatisi in passato, quando altri lotti di riso provenienti da diverse regioni furono ritirati per la presenza di sostanze chimiche indesiderate.

In questo caso, come per altre recenti allerte alimentari che hanno riguardato uova fresche di marchi noti come Aia e Selex, ritirate per rischio salmonella, il meccanismo della comunicazione pubblica si è attivato tempestivamente, consentendo ai consumatori di identificare i prodotti a rischio attraverso i siti istituzionali e le informazioni affisse nei punti vendita.

Le indicazioni per i consumatori

Il consiglio, ribadito dagli organismi di vigilanza, è di non consumare il prodotto e di restituirlo al punto d'acquisto per ottenere il rimborso o la sostituzione. L'avviso ministeriale, come di consueto, non si limita a elencare i numeri di lotto e le scadenze, ma invita alla massima cautela, considerando che gli effetti sulla salute derivanti dall'ingestione di tetrametrina possono manifestarsi anche a distanza di tempo e in relazione alla quantità assunta e alla suscettibilità individuale.

Per quanto riguarda l'azienda, la Riseria di Morano non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'accaduto; ci si attende che nelle prossime ore possa diffondere un comunicato per chiarire le modalità con cui intende gestire il ritiro e se intende avviare verifiche interne per risalire all'origine della contaminazione, eventualmente individuando il fornitore della partita di riso grezzo che ha poi subito il processo di lavorazione.

Resta il fatto che la vicenda mette in luce l'importanza dei controlli di qualità a monte e a valle della filiera, in un settore dove la fiducia del consumatore è un patrimonio da tutelare con ogni mezzo, pena la perdita di quote di mercato e di reputazione per l'intero comparto risicolo piemontese.

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