Conad ritira due lotti di riso Carnaroli: superati i limiti di cadmio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La catena di supermercati Conad ha avviato il richiamo precauzionale di due lotti di riso Carnaroli a proprio marchio, i quali – come reso noto nella giornata dell’8 maggio 2026 – presentavano livelli di cadmio superiori ai limiti stabiliti dalla normativa europea. A innescare la procedura, immediatamente dopo la rimozione del prodotto dagli scaffali, è stato un controllo di qualità interno che ha evidenziato la non conformità chimica del cereale.

Lotti coinvolti e caratteristiche del prodotto ritirato

Il prodotto in questione è il “Riso Carnaroli Ideale per risotti raffinati”, confezionato sottovuoto in pacchi da un chilogrammo. L’azienda che ha provveduto alla produzione per conto della cooperativa è la Curti srl, la quale opera nello stabilimento situato in via Stazione 113 a Valle Lomellina, in provincia di Pavia. I consumatori sono invitati a verificare sulla confezione i numeri di lotto, ovvero il P26010B08 e il P26010B5A, e a controllare il termine minimo di conservazione che riporta la data del 30 gennaio 2028.

Il rischio legato al cadmio negli alimenti

Il ritiro è stato disposto a causa della rilevazione di cadmio, un metallo pesante che può accumularsi naturalmente nel terreno o a seguito di pratiche agricole e industriali. La sua presenza nell’organismo umano – laddove venga superata la soglia di sicurezza fissata dal Regolamento UE 2021/1323, che per il riso lavorato è pari a 0,15 mg/kg – rappresenta un potenziale fattore di rischio per la salute se l’esposizione è prolungata. Le autorità sanitarie lo correlano principalmente a effetti negativi sulla funzionalità renale e, in alcuni studi, a un indebolimento della struttura ossea, sebbene il richiamo di Conad serva proprio a impedire qualsiasi evenienza di consumo del prodotto contaminato.

Le procedure per i consumatori e il contesto del richiamo

Scusandosi per il disagio arrecato alla propria clientela, Conad ha invitato formalmente chi fosse già in possesso delle confezioni riconducibili ai lotti sopra indicati a non consumare il riso. Lo stesso avviso precisa che sarà possibile restituire la merce in qualsiasi punto vendita della catena; il personale provvederà alla sostituzione con un prodotto equivalente o al rimborso dell’importo pagato, operazione che viene garantita anche in assenza dello scontrino fiscale. La vicenda rientra nei protocolli standard di sicurezza alimentare che le grandi catene della distribuzione attivano quando le analisi di laboratorio rilevano tracce anomale di elementi potenzialmente tossici come questo metallo pesante. L’intervento, per quanto inusuale per un prodotto base della dispensa italiana come il Carnaroli, dimostra comunque l’efficacia dei sistemi di autocontrollo interni nella filiera agroalimentare.

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