Jody Cecchetto: «Papà soffre ancora per Max Pezzali. Ai suoi concerti non andrei mai, ma quando è a San Siro sento la sua musica da casa ed è subito nostalgia»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La guerra tra Claudio Cecchetto e Max Pezzali, a quanto pare, non si è ancora spenta del tutto. A rivelarlo, con la schiettezza di chi quel conflitto lo ha vissuto in prima persona tra le mura domestiche, è il figlio del celebre talent scout, Jody Cecchetto, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Al centro della contesa, come noto, c'è la disputa legale sul marchio 883, registrato da Claudio Cecchetto dopo aver scoperto e lanciato il gruppo, mentre Pezzali, che per tre decenni ha portato avanti quella produzione artistica in solitaria (pur con una band dal vivo), ne rivendica i diritti. Una vicenda complessa che ha segnato un divorzio professionale e personale, consumatosi nell'estate del 2022, e che Jody definisce come un evento inaspettato che ha profondamente scosso suo padre.

«La rottura è arrivata come un fulmine a ciel sereno»

Jody Cecchetto, classe 1994, conduttore e creator digitale, non usa giri di parole per descrivere lo stato d'animo del padre dopo la separazione da colui che definisce «la persona con cui ha lavorato più a lungo». «Era abbacchiato», confessa, ma sottolinea anche la straordinaria forza d'animo del genitore, che ha saputo reagire e trovare nuovi stimoli nonostante l'età avanzata. Secondo il figlio, Claudio non si aspettava affatto quella rottura: «È arrivata come un fulmine a ciel sereno, è caduto dal pero».

Un dolore che traspare ancora oggi, tanto che Jody ammette di non essere riuscito nemmeno a guardare la serie tv dedicata agli 883, diretta da Sydney Sibilia: «La bellissima serie non riesco a vederla. Una figata, ma di lui hanno creato una macchietta, fa male al cuore». Nonostante tutto, però, la musica resta immortale e Claudio Cecchetto continua a suonare quelle canzoni nei suoi dj set.

Il rapporto con la musica degli 883 e il "perché" a Max Pezzali

Il legame affettivo con quelle melodie è fortissimo e contrastato. Jody Cecchetto, cresciuto «a pane e 883» insieme al fratello Leo, ammette senza esitazione: «Ai concerti di Max non ci andrei mai». Tuttavia, quando la musica arriva da lontano, lo scenario cambia. «Però quando da casa sentiamo Max in lontananza, a San Siro, un po’ di nostalgia mi viene, mi ricorda di quanto eravamo felici ascoltando quelle canzoni», racconta. Un sentimento di dispiacere, più che di astio, che però ha ormai contaminato per lui quei ricordi, rendendo difficile separare l'arte dalla vicenda personale.

E se avesse l'occasione di incontrare Max Pezzali, Jody avrebbe una sola, semplice domanda da porgli: «Perché?». Pur schierandosi chiaramente dalla parte del padre, Jody precisa di non aver mai voluto indagare nel merito della questione, rimanendo volutamente fuori da una storia che non sente di dover giudicare.

«Chiaro che io sarò sempre dalla parte di mio padre, però non è che per questo Come mai diventa una canzone di me… Magari la suonerò una volta di meno», scherza, aggiungendo una riflessione amara sulla gratitudine: «Col passare del tempo noto che la gratitudine non è più una priorità delle persone. Ma il 99 per cento degli artisti che ha lanciato gli sono riconoscenti ancora oggi».

L'episodio con Linus che ha riavvicinato padre e figlio

Nell'intervista, Jody ripercorre anche l'acceso scambio a distanza con il conduttore radiofonico Linus, risalente al 2023. In quell'occasione, Linus aveva definito Claudio Cecchetto un «fesso» in diretta, commentando i bassi ascolti del docufilm dedicato al discografico. Jody non ci stette e rispose con un video pubblicato sui social, una lettera d'amore per il padre che scelse di rendere pubblica. Un gesto che, a suo dire, non era un "dissing" ma un atto d'istinto per difendere il genitore. «Oltretutto non aveva senso. Fesso, proprio no. Piuttosto poteva dargli del nasone.

Sarà stato per il risentimento che prova da sempre verso di lui. Dal ‘94 è cambiato tutto, mio padre ha lasciato per il bene della radio, non per il proprio», ha commentato Jody. Quel video ebbe un effetto inaspettato: riavvicinò lui e suo padre, che in quel periodo avevano litigato e si parlavano poco. «Il giorno dopo, ai giornalisti che lo hanno chiamato, ha detto: "Vi auguro di avere un figlio come Jody"», ricorda il conduttore, spiegando che quel gesto ha permesso di ricucire un rapporto che stava attraversando una fase complicata.

La risposta di Linus («Sei un bravo ragazzo, e ti fa onore che tu difenda papà. Il resto non lo potrai mai capire») è stata accolta come la chiusura di un capitolo, ma per Jody l'importante era stato dichiarare il suo amore per il padre.

Jody Cecchetto: tra eredità artistica e sogno di Sanremo

Classe 1994, figlio di Claudio Cecchetto e di Mapi Danna, Jody ha ereditato dal padre la passione per la musica e la conduzione, ma ammette che il confronto con una figura così ingombrante all'inizio gli creava ansia. «Lui non ha mai alzato il telefono per me. Puoi essere raccomandato quanto vuoi, ma se non vali alla fine non combini niente», tiene a precisare.

Cresciuto tra giganti dello spettacolo come Jovanotti – suo padrino di battesimo – e Fiorello, di cui racconta aneddoti divertenti («Se ci esci a cena ti fa uno show come se fosse sul palco e quasi ti senti in colpa a non pagare il biglietto»), Jody oggi guarda al futuro con ambizione. Il suo sogno, confessa, è quello di salire sul palco dell'Ariston per condurre il Festival di Sanremo, magari insieme a Stefano De Martino o addirittura a suo padre, un'idea che Claudio avrebbe già buttato lì.

Un traguardo che, per chi è cresciuto in una famiglia di artisti, rappresenta il punto d'arrivo naturale di un percorso che Jody sta costruendo con studio e determinazione, cercando di farsi strada nel mondo dello spettacolo senza fare troppo affidamento sul cognome pesante che porta.

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