Jody Cecchetto e il legame con il padre Claudio: «Papà soffre ancora per Max Pezzali. Ai suoi concerti non andrei mai»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La guerra silenziosa che oppone Claudio Cecchetto a Max Pezzali, una vicenda che affonda le radici in un passato glorioso e che si trascina ormai da anni tra aule giudiziarie e dichiarazioni pubbliche, non accenna a trovare una soluzione. A raccontare il peso di questa frattura, con le sue implicazioni personali e familiari, è Jody Cecchetto, figlio del celebre talent scout e ormai affermato conduttore e creator digitale, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Al centro della disputa, come noto, c'è la registrazione del marchio 883 da parte di Claudio Cecchetto, che li scoprì e li lanciò, e la conseguente rivendicazione da parte di Max Pezzali, il quale per tre decenni ha portato avanti da solo la produzione artistica e i concerti, sostenendo di averne tutti i diritti.
Jody Cecchetto, classe 1994, cresciuto a pane e musica in una delle famiglie più influenti dello spettacolo italiano, non usa giri di parole nel descrivere il suo rapporto con l'ex frontman del gruppo.
«A un concerto di Max Pezzali non andrei mai, ma quando lo sentiamo cantare da San Siro ho nostalgia», confessa, rivelando un sentimento contrastante che si nutre di ricordi d'infanzia, quando lui e il fratello Leo erano felici ascoltando quelle canzoni che ormai fanno parte della storia della musica leggera. Tuttavia, il dispiacere per la rottura non si tramuta in astio, e la musica degli 883 resta immortale tanto che, come sottolinea Jody, suo padre Claudio continua a utilizzarla nei suoi dj set.
La frattura inaspettata e il dolore di un padre
La rottura del sodalizio tra Claudio Cecchetto e Max Pezzali, durato oltre trent'anni, è stata per il padre di Jody un fulmine a ciel sereno, come lo stesso Jody ha avuto modo di constatare di persona. «Papà soffre ancora per Max Pezzali», rivela Jody, descrivendo un uomo abbacchiato e caduto dal pero di fronte a un evento che non si aspettava, soprattutto perché Pezzali era stata la persona con cui aveva lavorato più a lungo in tutta la sua carriera.
Jody, tuttavia, tiene a precisare di essere rimasto volutamente fuori dalla vicenda, che considera una storia che non lo riguarda direttamente, scegliendo di non indagare sui dettagli e le cause della frattura. Se dovesse trovarsi di fronte a Max Pezzali, l'unica domanda che gli porrebbe sarebbe un semplice e disarmante «Perché?», un interrogativo che lascia intendere tutto lo smarrimento e il rammarico per un rapporto umano e professionale che si è bruscamente interrotto.
La nostalgia per le canzoni e la gratitudine dimenticata
Nonostante la ferita ancora aperta, Jody riconosce il valore artistico di quelle canzoni e il periodo creativo che le ha generate, un momento in cui il talento autoriale di Pezzali si mescolava perfettamente alle intuizioni di suo padre. «Col passare del tempo noto che la gratitudine non è più una priorità delle persone», riflette Jody, riecheggiando le parole del padre che aveva definito Pezzali «l'ultimo degli ingrati», ma al contempo sottolinea come il 99% degli artisti lanciati da Claudio Cecchetto gli sia ancora riconoscente.
La musica degli 883 resta un patrimonio comune, ma Jody ammette che per lui ora è difficile separarla da quello che è successo, tanto che non è riuscito a guardare la serie tv di Sydney Sibilia dedicata al gruppo, pur riconoscendone la bellezza, perché la rappresentazione del padre in quella serie gli fa male al cuore, riducendolo quasi a una macchietta. «Chiaro che io sarò sempre dalla parte di mio padre, però non è che per questo Come mai diventa una canzone di me… Magari la suonerò una volta di meno», scherza, ma con un velo di amarezza.
L'episodio con Linus e il riavvicinamento familiare
Un altro capitolo significativo dell'intervista riguarda la figura di Linus e la polemica nata nel 2023, quando il noto conduttore radiofonico definì Claudio Cecchetto «fesso» in diretta, commentando i bassi ascolti del docufilm a lui dedicato. Una definizione che Jody non ha gradito e che lo ha spinto a intervenire pubblicamente con un video in difesa del padre, un gesto che descrive come una semplice «lettera d'amore» e non come un attacco nei confronti di Linus. «Poteva dargli del nasone, fesso no», commenta Jody con ironia, spiegando che la risposta è scaturita dall'istinto.
Quell'episodio, peraltro, ha avuto conseguenze inaspettate e positive sul loro rapporto personale, che in quel periodo attraversava una fase complicata e di poco dialogo. Quel gesto pubblico, fatto all'insaputa del padre, ha riavvicinato Jody a Claudio, che il giorno dopo ringraziò il figlio pubblicamente, augurando ai giornalisti di avere un figlio come lui. Un momento che Jody ricorda con commozione, sottolineando come la difesa del padre abbia contribuito a ricucire uno strappo personale.
Un'eredità artistica e il sogno dell'Ariston
Jody Cecchetto ha ereditato dal padre non solo la passione per la musica e la conduzione, ma anche una camminata e un modo di muovere le mani che fanno impressione a chi lo osserva. Cresciuto a contatto con giganti dello spettacolo come Jovanotti, suo padrino di battesimo, e Fiorello, del quale racconta aneddoti divertenti, Jody ha imparato presto a fare i conti con il peso di un cognome ingombrante.
«All’inizio il paragone con mio padre un po’ d’ansia me la metteva», ammette, ma sottolinea come il padre non abbia mai alzato il telefono per raccomandarlo, lasciandolo libero di costruirsi una carriera basata sul proprio valore. Sogna di condurre il Festival di Sanremo, magari con Stefano De Martino, e l'idea gli è stata suggerita proprio dal padre, che lo vede pronto per questo grande palco. «Oggi per tutti noi il punto di arrivo è l’Ariston», conclude Jody, indicando la meta ambita per chi, come lui, ha fatto della comunicazione e dello spettacolo la propria ragione di vita.
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