Gp Americhe, gli orari delle prove libere e la sfida tra Bezzecchi e Marquez
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Redazione Sport
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Si riparte da dove ci si era lasciati, o quasi, con il Motomondiale che dopo il doppio impegno sudamericano fa tappa in Texas per il Gran Premio delle Americhe, terzo capitolo di una stagione 2026 che fin qui ha parlato quasi esclusivamente italiano. Venerdì 27 marzo, il circuito di Austin accoglierà la carovana del mondiale con la prima sessione di prove libere – in programma a partire dalle 16.45 ora italiana – seguita dalle prequalifiche in notturna, fissate per le 21.00. Un avvio di weekend, quello sul tracciato texano, che si preannuncia particolarmente insidioso per via delle caratteristiche uniche del Circuit of the Americas, un tracciato di 5.5 chilometri con quel suo celebre salto di 41 metri verso la prima curva e quella sequenza di curve medio-veloci che spesso fa la differenza tra chi sa adattarsi e chi, invece, fatica a trovare il ritmo.
Se è vero, come recita il proverbio, che non c’è due senza tre, Marco Bezzecchi arriva ad Austin con l’intenzione di trasformare l’eccezionale in consuetudine. Il riminese, in sella all’Aprilia, ha già messo in bacheca i primi due appuntamenti stagionali – Thailandia e Brasile – e arriva tra le insenature del COTA forte di una striscia vincente che, contando gli ultimi due appalti della stagione precedente, tocca quota quattro successi consecutivi nelle gare domenicali. L’inerzia è dalla sua parte, ma il margine di errore su una pista storicamente ostica per chiunque non porti il cognome Marquez è sottile: il numero 1 della Ducati, Marc Marquez, è l’uomo che ha fatto la storia su questo asfalto, avendolo conquistato per sette volte in carriera, un dato che da solo spiega perché lo spagnolo, nonostante un avvio di campionato un po’ in sordina, rimanga il principale candidato a rovinare i piani del leader della classifica.
Le parole dei protagonisti, emerse durante la conferenza stampa di vigilia, restituiscono l’immagine di una sfida psicologica già iniziata. Bezzecchi, pur consapevole del momento magico che sta vivendo, ha scelto la linea della prudenza assoluta: “Ho vinto quattro gare di fila, è vero, ma qui si riparte di nuovo da zero, ogni gara è un capitolo a sé. Mi piace molto questo tracciato ma qui bisogna fare i conti con Marquez… ha più vittorie lui qui che io in tutta la mia carriera”, ha detto il pilota dell’Aprilia, ammettendo sostanzialmente che il passato di Marquez in questo circuito rappresenta un’ombra lunga da scavalcare. Di segno opposto, ma convergente nel riconoscere lo strapotere della Casa di Noale, l’analisi del campione in carica: il ducatista ha infatti indicato nell’attuale leader iridato il favorito della vigilia, una dichiarazione che suona quasi come un modo per scaricare la pressione addosso al rivale, ma che fotografa con precisione la gerarchia momentanea del mondiale.
Un venerdì di assestamento e la questione televisiva
Il programma di venerdì, seppur privo dell’immediatezza emotiva della gara, rappresenta la prima vera cartina di tornasole per capire chi riuscirà a domare le insidie del COTA. Le prove libere 1 (16.45.30) serviranno ai piloti per prendere confidenza con il grip della pista e per iniziare a lavorare sulle mappature, mentre la sessione di prequalifiche (21.00.00) avrà un peso specifico ben maggiore: sarà quella, infatti, a determinare l’accesso diretto alla Q2, un passaggio cruciale in un fine settimana dove la lunga staccata e le variazioni di pendenza possono trasformare un buon giro secco in una trappola. Per gli appassionati italiani, la copertura è garantita in esclusiva sui canali di Sky Sport, con l’intero pacchetto delle sessioni visibile su Sky Sport MotoGP (canale 208) e in streaming su Sky Go e Now. Chi invece si affiderà al digitale terrestre, potrà seguire in diretta solo le sessioni di sabato su TV8 – nello specifico le qualifiche e la Sprint Race – mentre la gara di domenica sarà trasmessa in differita.
Dopo la doppietta firmata Aprilia in Brasile, dove Jorge Martin ha ritrovato il podio alle spalle del compagno di squadra Bezzecchi e con un ritrovato Fabio Di Giannantonio a chiudere il terzo gradino, il team di Noale arriva in Texas con la consapevolezza di essere la realtà da battere. La RS-GP ha dimostrato un passo gara impressionante nelle prime due uscite, ma il circuito texano, storicamente terreno di caccia della Ducati per quattro edizioni consecutive fino al 2024, potrebbe offrire una reazione d’orgoglio alla casa di Borgo Panigale. L’attenzione sarà quindi puntata su come il pacchetto tecnico saprà adattarsi a un tracciato che mette in ginocchio il posteriore e richiede una trazione chirurgica, due qualità che fino a questo momento sembravano appannaggio quasi esclusivo delle moto italiane, lasciando le giapponesi – Honda e Yamaha – a inseguire in un’evidente posizione di svantaggio.




