Bang sonico in Toscana, scatta l’allarme: i caccia decollano per ricognizione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Ci sembrava un terremoto”, raccontano alcuni, descrivendo con un filo di stupore ancora nella voce i due boati secchi e ravvicinati che hanno squarciato la quiete del primo pomeriggio. Chi si trovava ai mercati o tra gli scaffali di un supermercato, impegnato nelle consuete faccende, è stato colto di sorpresa da un rombo improvviso e profondo, un’esplosione che in molti affermano di non aver mai udito in vita propria. La paura, comprensibile, si è diffusa in un istante, spingendo numerose persone a riversarsi nelle strade con il cuore in gola, nel timore di un cedimento strutturale o di un incidente di proporzioni catastrofiche. L’evento, verificatosi pochi minuti prima delle quindici, ha interessato una vasta porzione della provincia di Arezzo, da Loro Ciuffenna a Laterina, per arrivare fino alle vallate del Casentino, accompagnato da vibrazioni talmente intense da far tremare con insistenza vetri e infissi delle abitazioni.

La traccia sul sismografo

Oltre a seminare un comprensibile allarme tra la popolazione, il fenomeno acustico ha lasciato una traccia tangibile della sua potenza, una prova inconfutabile registrata dalla strumentazione scientifica. Anche il pennino del sismografo, infatti, ha tremato in corrispondenza dell’ora esatta dell’accaduto, le 15:02, quando il doppio boato ha scosso l’aria. I sismografi dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, hanno chiarito ogni dubbio, rilevando inequivocabilmente l’origine dell’evento: non un sisma, bensì l’effetto del passaggio di due velivoli militari. La stazione sismica posizionata a milleduecento metri di quota, sopra Caprese Michelangelo, ha catturato nei suoi grafici l’anomalia, documentando come quelle vibrazioni, sebbene percepite al suolo con forza inusitata, provenissero dai cieli.

Il decollo d'emergenza dei jet

La spiegazione tecnica di quanto accaduto arriva dalle autorità e ricade sotto la definizione operativa di “scramble”, un termine che in gergo militare indica un decollo d’urgenza. I due caccia Eurofighter dell’Aeronautica Militare italiana, che hanno generato il caratteristico “bang sonico”, erano infatti partiti dall’aeroporto di Grosseto per una missione di ricognizione resasi necessaria in seguito a segnalazioni non specificate. La loro rapida ascesa e il volo a velocità supersonica hanno prodotto il doppio scossone acustico, un fenomeno fisico ben noto che si verifica quando un aeromobile supera la barriera del suono, generando un’onda d’urto che, raggiungendo il terreno, viene percepita come un fragoroso botto.

L'area geografica coinvolta

La vastità dell’area interessata dal fenomeno ha contribuito non poco a alimentare la curiosità e, in alcuni casi, l’apprensione. Il rumore, di un’intensità inconsueta, non si è limitato a echeggiare nei dintorni immediati di Arezzo, ma si è propagato con facilità sorprendente, superando addirittura i confini regionali. Le segnalazioni, giunte numerose dalle prefetture, hanno confermato che il boato è stato avvertito distintamente in diverse località dell’Emilia-Romagna, con episodi registrati dalle province di Forlì, Ravenna e Faenza, dove l’improvvisa perturbazione sonora ha interrotto la routine di un normale pomeriggio, sollevando interrogativi e richieste di chiarimenti presso gli enti competenti.

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