Due boati nel cielo della Romagna, l'Aeronautica: "Bang sonico di caccia in decollo d'urgenza"
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Redazione Interno
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Un doppio boato, secco e potentissimo, ha squarciato il pomeriggio tranquillo di una vasta area della Romagna, propagandosi con un'inquietante sequenza e generando un moto di comprensibile apprensione tra quanti, all'improvviso, ne sono stati investiti senza una spiegazione immediata. L'evento, verificatosi poco dopo le quindici, è stato avvertito in modo distintissimo da Forlì fino a Ravenna, dove numerosi cittadini hanno segnalato, tra l'altro, anche il tremolio dei vetri delle finestre, un dettaglio che ha contribuito ad accrescere il senso di allarme e che in alcuni casi ha spinto a contattare i vigili del fuoco per chiedere delucidazioni su quanto stesse accadendo. La rapidità con cui il fenomeno si è dissolto, lasciando dietro di sé soltanto un'eco di smarrimento e una ridda di domande sui social network, non ha fatto che alimentare le ipotesi più disparate, sebbene fin da subito molti abbiano pensato a un bang supersonico.
La spiegazione ufficiale dell'Aeronautica Militare
A fugare ogni dubbio, intervenendo con tempestività per chiarire la dinamica dei fatti, è stata l'Aeronautica Militare, la quale ha confermato che i due boati erano effettivamente riconducibili a un'operazione di volo. A generare il fragore, che tecnicamente viene definito "boom sonico", sono stati due velivoli intercettori Eurofighter F2000, decollati d'urgenza dalla base di Grosseto per una missione classificata come "scramble". Questo tipo di procedura, che implica una reazione immediata, viene attivata in scenari particolari che richiedono un intervento rapido dei caccia per identificare o accompagnare un aeromobile.
La missione dei jet e l'identità del velivolo civile
La ragione specifica che ha portato al decollo in emergenza dei due Eurofighter, i quali hanno inevitabilmente superato la barriera del suono durante la loro azione, era legata all'individuazione di un aereo civile, un Piper, che aveva interrotto le comunicazioni radio. La mancata risposta ai ripetuti tentativi di contatto da parte della torre di controllo aveva quindi reso necessaria una verifica in volo, una ricognizione che i piloti militari hanno condotto per accertare le condizioni del volo e della sua rotta. L'intervento, sebbene abbia causato un momentaneo scompiglio tra la popolazione a terra, si è dunque risolto senza conseguenze, rivelando la natura del tutto innocua dell'incidente radio che aveva coinvolto il piccolo aereo.
Le dichiarazioni delle autorità locali
Anche il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, è intervenuto sulla vicenda, confermando che l'origine dei forti botti era da ascrivere proprio all'operazione di "scramble" dei jet militari. Le sue parole hanno contribuito a placare gli animi, offrendo una versione ufficiale e circostanziata di un evento che, per la sua violenta sonorità e per la sua estensione geografica, aveva naturalmente colto di sorpresa chiunque. La conferma istituzionale ha quindi posto fine a un breve ma intenso momento di tensione, ricondotto nell'alveo di una procedura di sicurezza aeronautica, seppur fuori dall'ordinario per l'effetto acustico prodotto.




