Monopattino a 98 km/h a Piacenza, sequestrato il mezzo fuorilegge
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Redazione Interno
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La polizia locale di Piacenza ha fermato, nel pieno centro storico, un diciottenne di nazionalità egiziana alla guida di un monopattino elettrico dalle prestazioni abnormi. Il veicolo, che era stato pesantemente modificato, vantava una potenza dichiarata di 2.400 watt e poteva raggiungere una velocità prossima ai cento chilometri orari, una cifra che – è superfluo ricordarlo – lo rendeva del tutto assimilabile a un motociclo e assolutamente inadatto a condividere marciapiedi o piste ciclabili con pedoni e ciclisti. L'intervento degli agenti, che hanno immediatamente constatato la pericolosità del mezzo e la mancanza del casco protettivo, è sfociato nel sequestro amministrativo con finalità di confisca, sanzione prevista per le violazioni più gravi che mettono a rischio l'incolumità pubblica.
Una tendenza pericolosa e diffusa
Il caso piacentino, per quanto estremo, non costituisce un episodio isolato ma rappresenta piuttosto la punta di un iceberg di una moda preoccupante che interessa ormai numerosi centri urbani italiani. L'alterazione tecnica di questi mezzi, concepiti per una mobilità sostenibile e lenta, li trasforma in veri e propri proiettili in grado di sfiorare i cento all'ora, e ciò solleva questioni di sicurezza che trascendono la semplice infrazione amministrativa. Le cronache delle città, del resto, hanno iniziato a registrare con frequenza allarmante sequestri e sanzioni salate per chi utilizza mezzi potenziati, spesso acquistati online o modificati in officine non autorizzate, i quali – è bene sottolinearlo – non sono mai omologati per la circolazione su suolo pubblico.
Il quadro normativo e i controlli
La legislazione, in realtà, fornisce strumenti chiari per affrontare il fenomeno: il Codice della Strada definisce con precisione i limiti di potenza e velocità per i monopattini elettrici, equiparandoli di fatto alle biciclette a pedalata assistita. Chi sfora quei parametri, rendendo il proprio veicolo più potente e veloce, commette una violazione che comporta non solo una multa elevata ma, come accaduto a Piacenza, anche il sequestro del mezzo. Le forze dell'ordine, dal canto loro, si stanno attrezzando con dispositivi portatili in grado di misurare sul posto la potenza erogata dai motori elettrici, rendendo sempre più difficile eludere i controlli e passare inosservati.
I rischi concreti oltre le multe
Al di là degli aspetti giuridici e sanzionatori, ciò che emerge con forza è il profilo di rischio intollerabile che simili condotte generano. Guidare a quasi cento chilometri orari su un mezzo privo di protezioni, spesso senza casco e in contesti urbani densi di traffico e attraversamenti pedonali, costituisce un azzardo le cui conseguenze, in caso di incidente, sono facilmente immaginabili. L'attenzione delle autorità, quindi, non si concentra solo sulla repressione ma anche sulla prevenzione di potenziali tragedie, che vedrebbero coinvolti, in una dinamica spesso senza scampo, sia il conducente incosciente che utenti della strada del tutto ignari e vulnerabili.




