Antonelli verso Austin, Mercedes frena sul match point: "Possibilità una su 25"
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Redazione Sport
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La Formula 1 torna in pista dopo un fine settimana di pausa e lo fa sul Circuit of the Americas di Austin, in Texas, per il Gran Premio degli Stati Uniti, diciottesimo appuntamento del Mondiale 2026. Per Andrea Kimi Antonelli è il primo vero crocevia della stagione: il pilota della Mercedes arriva negli Stati Uniti da leader della classifica con 340 punti e, per la prima volta, ha la possibilità matematica di chiudere i giochi con sei gare ancora da disputare.
Un traguardo che, se centrato, lo consegnerebbe alla storia come il più giovane campione del mondo di sempre, superando il record di Sebastian Vettel.
I conti in tasca al leader del Mondiale
Il margine accumulato da Antonelli nelle prime diciassette gare è imponente: 102 punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell, secondo in classifica, e 111 su Lewis Hamilton, terzo. Per laurearsi campione già ad Austin, il pilota italiano deve allungare ulteriormente il distacco fino a superare quota 125 punti, soglia che renderebbe impossibile la rimonta nei cinque round successivi. Il percorso è stretto e passa da una combinazione precisa: vittoria domenica, con Russell costretto a chiudere non meglio del nono posto e Hamilton addirittura fuori dalla top five.
Numeri che raccontano di uno scenario tecnicamente possibile ma statisticamente remoto, tanto che in casa Mercedes preferiscono non alimentare l'attesa.
La prudenza di Bradley Lord
A raffreddare gli entusiasmi ci ha pensato Bradley Lord, vice team principal della scuderia di Brackley, che ha liquidato con una metafora tennistica la portata dell'appuntamento texano. «Alla gente piace molto questo paragone dei match-point, ma credo che le possibilità di chiudere ad Austin siano all'incirca di uno su 25», ha dichiarato Lord durante il programma radiofonico interno della squadra.
Una precisazione che non nasconde una certa irritazione per l'assedio mediatico che accompagna il giovane pilota in queste ore: «Stiamo attraversando quella fase piuttosto scomoda della stagione in cui tutti ti chiedono del primo match point», ha aggiunto, spiegando che l'obiettivo del team resta quello di ottimizzare la monoposto sessione dopo sessione, senza distrazioni di natura aritmetica.
La concorrenza non sta a guardare
La prudenza della Mercedes non è soltanto scaramanzia. Nelle ultime uscite il quadro competitivo si è fatto più articolato: Max Verstappen ha centrato due vittorie consecutive, rilanciando la Red Bull dopo un avvio di stagione opaco, mentre la Ferrari ha piazzato entrambi i piloti sul podio a Singapore, con Charles Leclerc secondo davanti allo stesso Antonelli. La scuderia di Maranello, inoltre, resta saldamente seconda nella classifica costruttori con 418 punti contro i 561 della Mercedes, un margine che racconta di una supremazia ancora netta ma non più schiacciante.
Il weekend di Singapore, del resto, aveva già evidenziato qualche crepa nella gestione delle gomme medie da parte del pilota italiano, costretto a una rimonta nella fase finale per strappare il terzo gradino del podio.
Il precedente che pesa
Se Antonelli dovesse davvero chiudere i conti in Texas, il paragone con Alberto Ascari diventerebbe inevitabile. L'ultimo italiano a vincere un titolo mondiale di Formula 1 fu proprio il milanese, che nel 1952 portò alla Ferrari il primo alloro iridato della sua storia al termine di una stagione dominata con sei vittorie consecutive. Settantatré anni di attesa separano quel trionfo dall'eventuale incoronazione di un ventenne che, come Lewis Hamilton nel 2008, potrebbe diventare campione al secondo anno nella categoria.
La differenza sostanziale è che Hamilton, all'epoca, si trovò a gestire una lotta interna feroce con Fernando Alonso in una McLaren che non era la vettura più veloce del lotto, mentre Antonelli ha potuto contare fin da subito su una Mercedes rifondata dal cambio regolamentare e capace di imporre il proprio passo nelle prime sei gare dell'anno, con cinque successi firmati proprio dal numero della freccia d'argento.
Le gare che restano
Dopo Austin, il calendario prevede altri cinque appuntamenti: Città del Messico, San Paolo, Las Vegas, Lusail e Abu Dhabi. Nessuna sprint race è più in programma, dunque il massimo bottino teorico ancora a disposizione è di 125 punti, considerando venticinque punti per vittoria moltiplicati per le cinque gare rimanenti. È questo il numero che rende la missione di Antonelli così complicata nel breve termine e, al contempo, relativamente agevole nel medio: anche senza chiudere i conti domenica, al pilota italiano basterebbe amministrare un vantaggio già cospicuo nelle tappe successive.
La Mercedes, dal canto suo, continua a lavorare sull'assetto della monoposto, consapevole che la concorrenza di Red Bull e Ferrari non concede tregue.
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