Tassa sulle plusvalenze da criptoattività, un aumento controverso
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Redazione Economia
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MILANO – La recente decisione del governo italiano di innalzare la tassazione sulle plusvalenze derivanti da bitcoin e altre criptoattività dal 26% al 42% ha suscitato un acceso dibattito. La misura, contenuta nella manovra finanziaria, è stata fortemente criticata da vari esponenti del settore, tra cui Ferdinando Ametrano, CEO della piattaforma CheckSig, che ha sottolineato come tale provvedimento colpisca in particolare i giovani e le imprese del settore.
Secondo Ametrano, l'aumento delle imposte sulle criptoattività è stato giustificato dal commissario Consob Federico Cornelli con l'argomentazione che l'investimento in cripto non abbia utilità sociale. Tuttavia, questa posizione contrasta con il regolamento Mica dell'Unione Europea, che riconosce invece il potenziale delle criptoattività nel promuovere la crescita economica e creare opportunità di lavoro.
La Lega, rappresentata dal sottosegretario all'Economia Federico Freni e dal deputato Giulio Centemero, ha espresso la propria contrarietà alla misura, definendola iniqua e ingiusta. Freni ha ribadito l'importanza di non penalizzare eccessivamente un settore in crescita, che potrebbe offrire significative opportunità economiche per il Paese.
Nonostante le critiche, il governo sembra determinato a portare avanti l'aumento della tassazione, sostenendo che le entrate aggiuntive saranno fondamentali per finanziare i servizi pubblici essenziali, come la sanità, l'istruzione e le infrastrutture.




