Roma-Atalanta, la sfida dell’Olimpico tra rancori e corsa Europa
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Redazione Sport
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Sabato sera all’Olimpico, il calcio d’inizio delle 20.45 non sarà solo il fischio che dà il via alla trentatreesima giornata di Serie A, ma il segnale di una resa dei conti tanto attesa. La Roma, reduce dal netto 3-0 inflitto al Pisa, cerca la continuità che finora le è mancata nel girone di ritorno, mentre l’Atalanta – distante quattro lunghezze proprio dai giallorossi – arriva nella Capitale con l’acqua alla gola, almeno per quel che riguarda la corsa al quarto posto. A complicare il quadro tattico, poi, ci sono le pesantissime defezioni che affollano l’infermeria di Trigoria: tra assenze certe e ballottaggi dell’ultimo minuto, Gasperini deve fare a meno di Koné, Pellegrini, Dybala e Dovbyk, senza dimenticare Ferguson, mentre restano in dubbio Wesley e Pisilli. Una situazione, quella degli infortuni, che ha alimentato il confronto – a tratti acceso – tra lo stesso tecnico e lo staff medico, una dinamica interna su cui l’allenatore è tornato a chiare lettere in conferenza.
Gasperini si commuove e lascia la sala: il ricordo di Percassi
L’aspetto più toccante della vigilia, però, non ha riguardato le scelte di formazione o le tabelle di marcia per l’Europa. Nel bel mezzo della conferenza stampa, rispondendo a una domanda su cosa avesse trovato a Bergamo all’inizio del mandato di Antonio Percassi e su cosa invece trovi oggi a Roma, Gian Piero Gasperini ha vissuto un momento di profonda emotività. “A Bergamo ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto – ha spiegato, elogiando la società e quella compattezza che, a suo dire, in una città più piccola come Bergamo si era rivelata ideale, creando un clima perfetto insieme a una tifoseria unita”. Poi, il ricordo del legame con il presidente Percassi lo ha sopraffatto: “A un certo punto, questa sintonia… un po’ perché è cambiata la società, un po’ perché non c’era più il papà a cui ero sicuramente più legato…”. La frase è rimasta sospesa nell’aria, perché l’allenatore, visibilmente commosso e in lacrime, ha preferito alzarsi e lasciare la sala stampa senza aggiungere altro. Un’uscita di scena che ha spiazzato i cronisti presenti, restituendo l’immagine di un uomo che, forse, non ha ancora fatto del tutto i conti con il distacco dalla sua ex squadra.
Le assenze pesanti e il rebus offensivo dei giallorossi
Tornando al campo, la situazione in casa Roma impone scelte quasi obbligate a Gasperini. Con Dovbyk out, il peso dell’attacco graverà sulle spalle di Malen, lanciato dopo la tripletta rifilata al Pisa e chiamato a ripetersi contro la solida difesa orobica. Alle sue spalle, Soulé ed El Shaarawy dovrebbero completare il tridente, supportati da una mediana rimaneggiata che vedrà Cristante e El Aynaoui provare a tenere insieme le redini del gioco. Dall’altra parte, Raffaele Palladino – che Gasperini stesso ricorda di aver allenato fin da quando aveva 17 anni, tra Primavera e Genova – risponde con la sua Atalanta, ancora una volta ferita dalle assenze ma pericolosissima nelle ripartenze. I numeri, del resto, non mentono: se la Roma conduce nella classifica generale con 57 punti contro i 53 della Dea, il discorso si ribalta se si analizzano i soli secondi tempi, dove l’Atalanta primeggerebbe. Un segnale che la squadra ospite, tradizionalmente, sa come gestire la stanchezza degli avversari nella ripresa.
Dove vedere il match e il contesto di classifica
La partita, come ormai consuetudine per i grandi eventi del campionato, sarà trasmessa in co-esclusiva. Gli abbonati potranno seguirla sia su DAZN, attraverso la smart tv o i dispositivi mobili, sia su Sky, sui canali Sky Sport Uno (201), Sky Sport Calcio (202) e sul numero 251, oltre che in streaming su NOW. Il contesto è di quelli che non ammettono distrazioni: i capitolini sono sesti, appaiati virtualmente a Como e Juventus in una lotta serrata che vale l’ingresso in Europa, mentre l’Atalanta, settima, non può permettersi di allungare la striscia negativa dopo l’ultimo stop. Con il peso dei precedenti recenti che grava sulle spalle della Roma – reduce da sette partite senza vittoria contro i bergamaschi – l’Olimpico si prepara a fare da sfondo a una di quelle notti in cui la tattica conta fino a un certo punto, e dove l’episodio, o magari un lampo di commozione fuori dal campo, potrebbe cambiare il destino di una stagione intera.




