La guerra di logoramento a Pokrovsk, tra nebbia e macerie

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra ha il volto di una nebbia densa, che non si limita a coprire il campo di battaglia ma lo divora, nascondendo i corpi, disorientando i radar e confondendo le sorti dello scontro. È proprio approfittando di questo manto grigio e avvolgente, che oltre trecento soldati russi sono riusciti a penetrare in profondità a Pokrovsk, un nodo strategico del Donetsk ormai ridotto a un cumulo di macerie. Le immagini, riprese dai droni e diffuse da un'agenzia internazionale, mostrano abitazioni e strade completamente distrutte, senza alcuna traccia dei pochi abitanti rimasti, i quali, costretti a restare chiusi nelle proprie case dai feroci combattimenti degli ultimi giorni, vivono in una città fantasma. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un post sulla sua piattaforma sociale, ha ammesso senza mezzi termini che la situazione a Pokrovsk "è difficile", sottolineando come i russi stiano aumentando "il numero e l'entità dei loro attacchi".

L'avanzata favorita dalle condizioni meteo

Dopo settimane di battaglie statiche, le avverse condizioni meteorologiche hanno offerto a Mosca un'opportunità tattica cruciale. Il 7° Corpo d'assalto aviotrasportato ucraino ha riferito di un nemico che ha cambiato passo, utilizzando mezzi leggeri per fendere la coltre di nebbia e infiltrarsi nelle linee, una manovra che ha consentito loro di spingersi fin dentro il perimetro difensivo. Questa penetrazione, che per stessa ammissione delle forze di Kiev vede attualmente impegnati nella zona centinaia di militari, rappresenta la battaglia più cruciale dell'intero fronte orientale, dalle cui esito dipendono le sorti non solo del Donetsk ma di un'area ben più vasta.

La ritirata ucraina nel settore di Zaporizhzhia

Mentre l'attenzione è catalizzata su Pokrovsk, la pressione russa non accenna a diminuire nel settore meridionale. Le forze di difesa ucraine hanno annunciato di essere state costrette a un arretramento dalle posizioni vicine a cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia. La decisione, presa a causa dell'intensificarsi delle azioni di assalto nemiche, della maggiore esposizione al fuoco d'artiglieria e con l'obiettivo primario di salvaguardare la vita del proprio personale, delinea un quadro operativo complesso e in costante evoluzione. La controffensiva di Mosca, dunque, si sviluppa su più assi, mettendo a dura prova le capacità difensive di Kiev.

La guerra dei droni e le dichiarazioni di Mosca

Parallelamente agli scontri a terra, prosegue senza sosta la guerra aerea dei droni. L'agenzia di stampa Tass, citando il Ministero della Difesa russo, ha riportato l'affermazione secondo cui ventidue droni ucraini sarebbero stati intercettati e distrutti durante la notte sopra diverse regioni russe, inclusa quella della Capitale. Queste dichiarazioni, che si inseriscono nel consueto scambio di accuse e rivendicazioni tra le parti, confermano come il conflitto si combatta anche attraverso una continua e logorante guerra di attrito tecnologico, dove ogni azione viene immediatamente controbilanciata da una reazione.

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