Tajani procede con i bandi per Israele nonostante le proteste alla Farnesina
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il governo italiano, attraverso il ministero degli Esteri guidato da Antonio Tajani, prosegue nel consolidare la propria collaborazione con Israele, nonostante la lettera di dissenso inviata da centinaia di funzionari e dipendenti della Farnesina. Questi ultimi, esprimendo un malessere crescente, avevano sollecitato un maggiore impegno umanitario per la popolazione di Gaza, una richiesta che però non ha influito sulla direzione politica intrapresa.
Il nuovo bando di cooperazione con Israele
Il dicastero ha infatti pubblicato un nuovo bando, fondato sull’“Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica tra Italia e Israele”, finalizzato alla raccolta di progetti di ricerca congiunti. Questo passo è stato interpretato da molti all’interno del palazzo come una scelta precisa di campo, che rafforza i legami sul piano scientifico e tecnologico.
L'operazione Food for Gaza
Parallelamente, Tajani ha dato vita all’operazione “Food for Gaza”, presentata l’11 marzo a Roma. Nel corso di un incontro con i vertici di organizzazioni internazionali come la FAO, il Programma Alimentare Mondiale e la Federazione Internazionale della Croce Rossa, è stato delineato un piano d’azione umanitario. L’iniziativa, sebbene miri a portare aiuti concreti, non modifica la sostanza delle relazioni diplomatiche, che continuano a svilupparsi su un binario privilegiato con Tel Aviv.
L'impegno per la ricostruzione e il duplice livello d'azione
Intervenendo al Festival dell’economia civile di Firenze, Tajani ha dichiarato che l’Italia è pronta a partecipare attivamente alla ricostruzione dello Stato palestinese e delle aree devastate dal conflitto, in una prossima conferenza in Egitto. Questo rivela una strategia che affianca alla cooperazione con Israele un impegno per la ripresa dei territori palestinesi, un duplice livello d’azione che tenta di bilanciare le esigenze di una politica estera complessa.
La collaborazione con l'amministrazione Trump
Sul piano operativo, il contributo italiano si articolerebbe nell’invio di medici a Gaza e nell’impiego dei carabinieri per l’addestramento di nuove forze di polizia. Questo intervento si inquadra nel contesto più ampio della forza di stabilizzazione internazionale prospettata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con il quale l’esecutivo italiano intende collaborare strettamente. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata inclusa in un “board of peace” presieduto dal leader americano, confermando l’allineamento di Roma con la nuova amministrazione statunitense.




