Lotus, l’ultima a benzina, e Corvette tra passato e futuro al Vicenza Classic Car Show

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Ha ufficialmente aperto i battenti la terza edizione del Vicenza Classic Car Show, la manifestazione che quest’anno, tra i padiglioni della Fiera di Vicenza (IEG), ha scelto di celebrare il passato, il presente e il futuro dell’automobile attraverso una selezione di vetture capaci di unire tecnologia d’avanguardia e tradizione sportiva. L’inaugurazione, avvenuta questa mattina, 27 marzo, con il tradizionale taglio del nastro alle ore 11.00, ha dato il via a una tre giorni di anteprime e collezionismo, attirando migliaia di visitatori in un percorso espositivo che non si limita alla mera esposizione statica, ma si articola in vere e proprie narrazioni storiche.

L’ultima coupé britannica con il V6 senza elettrificazione

Tra le protagoniste assolute della rassegna spicca la nuova Lotus, una coupé britannica che, nel panorama attuale dominato dall’elettrificazione forzata, rappresenta un’eccezione destinata a diventare un pezzo di storia. Si tratta dell’ultima vettura prodotta dal marchio inglese equipaggiata con un motore esclusivamente a combustione interna – una scelta tecnica che, in un’epoca di transizione energetica, assume il valore di un’autentica dichiarazione d’intenti. Sotto il cofano, e lo si intuisce dalle ampie prese d’aria che ne scolpiscono la carrozzeria, pulsa un 3.5 litri V6 sovralimentato con compressore volumetrico, capace di erogare 406 CV. La trasmissione, affidata a un cambio manuale a sei marce, non è un dettaglio secondario: è un ponte diretto tra il guidatore e la meccanica, un’interfaccia analogica che regala un’acceleramento da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi e una velocità massima di 283 km/h. Una scheda tecnica, quest’ultima, che conferma come l’assenza di un’unità elettrica non rappresenti affatto un limite prestazionale, bensì la celebrazione di un approccio ingegneristico destinato a lasciare il segno nei manuali del collezionismo.

Corvette, doppia anima tra tradizione endurance e innovazione ibrida

Nel contesto della manifestazione veneta, un altro marchio simbolo dell’automobilismo sportivo, la Corvette, ha scelto di portare due interpretazioni diametralmente opposte ma complementari della sua celebre sportiva. Da un lato, la nuova E-Ray Convertibile, che rappresenta il futuro del brand con la sua architettura ibrida; dall’altro, la Stingray Coupé, fedele alla tradizione del motore anteriore V8. Queste due vetture, esposte in fiera grazie alla collaborazione con il Gruppo Cavauto – storico punto di riferimento per le auto d’Oltreoceano in Italia – raccontano oltre settant’anni di storia del Marchio, ripercorrendo quel legame indissolubile con il mondo delle competizioni endurance che ha reso celebre il “cavallino rampante” americano. La partecipazione del brand alla rassegna vicentina non si limita dunque a una vetrina commerciale, ma diventa un’occasione per osservare l’evoluzione stilistica e meccanica di un’icona che ha saputo attraversare le epoche senza mai tradire la propria identità.

Microcar e bubble car, quando l’aeronautica incontra la mobilità del dopoguerra

Ad arricchire il percorso espositivo del Vicenza Classic Car Show, che quest’anno ha raggiunto la sua terza edizione consolidandosi come appuntamento di riferimento per il motorismo storico, c’è anche un affondo in una nicchia affascinante e spesso poco esplorata: quella delle microcar. Il Museo Nicolis ha portato in fiera un racconto dedicato all’epoca delle cosiddette “bubble car”, quei veicoli ultracompatti nati nell’Europa della ricostruzione quando i costruttori provenienti dall’industria aeronautica, come Messerschmitt e Heinkel, trasferirono nell’automobile soluzioni tecniche e stilistiche derivate dagli aerei. Cabine vetrate, strutture leggere e ingombri minimi erano le cifre distintive di questi mezzi, pensati per rispondere a una crescente domanda di mobilità individuale in un continente che doveva ricostruire non solo le città, ma anche un tessuto produttivo capace di reinventarsi. Un percorso, quello esposto nei padiglioni, che restituisce la complessità di un fenomeno culturale e industriale, lontano dalle logiche della semplice rievocazione nostalgica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.