"Resa" Agnelli
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Redazione Sport
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Gli ex vertici della Juventus, tra cui Andrea Agnelli e Pavel Nedved, hanno chiesto formalmente il patteggiamento nel processo Prisma, che li vede accusati di aver generato plusvalenze fittizie attraverso scambi di cartellini gonfiati e manovre sui bilanci. Una mossa che, di fatto, equivale a un’ammissione di responsabilità, dopo anni di battaglie legali e polemiche.
I pm, che avevano già dato il loro assenso alla richiesta, hanno visto confermate le tesi accusatorie: la società avrebbe violato norme contabili e di trasparenza, alterando i valori di mercato dei giocatori e nascondendo operazioni prive di reale sostanza economica. Agnelli, secondo quanto riportato, patteggerebbe un anno e nove mesi, mentre Nedved un anno e due. Per Fabio Paratici, già coinvolto in altre inchieste, la proposta è di un anno e sei mesi, stessa durata prevista per Cesare Gabasio. Stefano Cerrato, invece, si fermerebbe a un anno.
La vicenda, che ha avuto pesanti ripercussioni sportive – dalla penalizzazione in campionato alle esclusioni dalle competizioni europee – si avvia così verso una chiusura giudiziaria, senza più spazio per le tesi difensive che in passato avevano accusato la procura di Torino e quella di Napoli di eccesso zelo. "Non era la magistratura in malafede", ha osservato un esperto, sottolineando come la scelta del patteggiamento dimostri l’infondatezza delle precedenti contestazioni.




