Omicidio di Rozzano: la confessione di Daniele Rezza
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Redazione Interno
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Nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 ottobre, a Rozzano, un comune alle porte di Milano, si è consumato un tragico evento che ha scosso profondamente la comunità locale. Daniele Rezza, un giovane di 19 anni, ha accoltellato a morte Manuel Mastrapasqua, 31 anni, per un paio di cuffie dal valore economico irrisorio ma dal valore umano inestimabile. La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti quando, durante la confessione, Daniele ha rivelato di aver agito in preda a un forte nervosismo, causato da una brutta giornata.
Il fermo immagine tratto da un video diffuso il 13 ottobre mostra Daniele, con uno sguardo sinistro e un sorriso inquietante, mentre confessa l'omicidio. "Quando ho scoperto che il ragazzo era morto non è stato un granché, mi sentivo vuoto", ha dichiarato il giovane, aggiungendo che non conosceva la famiglia della vittima ma che si dispiaceva per aver tolto la vita a un essere umano. Manuel, negli ultimi istanti prima dell'omicidio, passeggiava tranquillamente con le cuffie, ignaro del pericolo imminente.
Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Domenico Santoro, ha convalidato il fermo di Daniele Rezza, riconoscendo il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. La custodia cautelare in carcere è stata disposta per garantire la sicurezza pubblica e prevenire ulteriori atti di violenza. Nel frattempo, emergono nuovi dettagli sulla confessione di Daniele, che ha ammesso di aver agito con l'intento di rubare tutto ciò che poteva per poi rivendere il bottino.
Il padre di Daniele, Maurizio Rezza, ha raccontato agli inquirenti di aver notato un comportamento strano nel figlio la notte dell'omicidio. "Mi ha detto che forse gli aveva tirato una pugnalata, poi si è messo a ridere", ha confidato Maurizio, aggiungendo che se avesse capito la gravità della situazione, avrebbe denunciato il figlio.




