Strage di Cutro: norme e responsabilità dietro il naufragio
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Redazione Interno
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A due anni dal naufragio di Steccato di Cutro, che costò la vita a 94 persone, tra cui 35 minori, le domande sulla mancata risposta ai soccorsi restano senza risposta. Vittorio Alessandro, ammiraglio in congedo ed ex comandante generale delle Capitanerie di porto, ha definito la tragedia non come un semplice incidente, ma come il risultato di “norme becere” che si sono sovrapposte a un sistema di soccorso marittimo altrimenti efficiente. “Alcuni eventi diventano inevitabili quando si mettono in moto meccanismi pericolosi”, ha dichiarato durante un incontro a Crotone, organizzato in occasione del secondo anniversario della strage.
Il naufragio, avvenuto il 26 febbraio 2023, ha lasciato una ferita profonda nella coscienza collettiva. I corpi sono stati restituiti dal mare, ma la verità sulle responsabilità istituzionali e sulle mancate azioni di soccorso rimane sepolta tra le onde. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha ribadito la necessità di risposte durante la veglia notturna sulla spiaggia di Steccato, dove centinaia di persone si sono riunite per ricordare le vittime. “Perché non sono stati mandati i soccorsi?”, ha chiesto, sottolineando l’urgenza di fare luce su una vicenda che continua a sollevare interrogativi morali e giuridici.
Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio, ha aggiunto un tono di condanna morale, paragonando l’accaduto a un ritorno ai “tempi più bui” della storia. Le sue parole risuonano come un monito contro l’indifferenza e l’inerzia che, secondo molti osservatori, hanno contribuito a rendere inevitabile la tragedia.
Nel frattempo, la rete 26 febbraio, che riunisce associazioni e attivisti per i diritti umani, ha presentato un documento che chiede il riconoscimento del soccorso in mare come obbligo giuridico e umanitario. Il testo, frutto di un convegno tenutosi nei giorni scorsi, affronta temi come i respingimenti, la criminalizzazione delle ONG e le scomparse lungo le rotte migratorie. “Lungo le rotte a due anni dalla strage di Cutro: respingimenti, mancato soccorso, criminalizzazione, scomparse”, recita il titolo dell’iniziativa, che mira a trasformare il dolore in azione politica e giuridica.




