Chivu difende Bastoni: «In stampelle tre giorni prima della Nazionale. Il futuro? Deciderà lui»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Appiano Gentile – La conferenza stampa della vigilia, quella che solitamente si perde in valutazioni tattiche sull’avversario di turno, è diventata invece il palcoscenico di una difesa appassionata e circostanziata. Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, ha scelto di rispondere a tono alle critiche piovute su Alessandro Bastoni, reduce da una settimana complicatissima tra l’eliminazione dell’Italia ai playoff Mondiali e le voci – sempre più insistenti – di un suo possibile addio in direzione Barcellona. La rivelazione, per certi versi sorprendente, arriva a pochi giorni dal big match di Pasqua contro la Roma: il difensore azzurro si sarebbe presentato alla Nazionale in condizioni fisiche precarie, con tanto di stampelle utilizzate fino a settantadue ore prima del fischio d’inizio della sfida contro la Bosnia. «L’ho lasciato con le stampelle – ha dichiarato Chivu senza mezzi termini – e l’ho visto in campo tre giorni dopo». Un dettaglio, quest’ultimo, che ribalta almeno in parte la narrazione dominante, quella che vorrebbe Bastoni come il principale colpevole della débâcle italiana.

La gogna mediatica e quella «poca riconoscenza» nel calcio

Secondo la ricostruzione fornita dall’allenatore nerazzurro, il classe ’99 avrebbe messo la faccia nonostante un problema fisico che avrebbe consigliato il riposo assoluto. «Ha dato la disponibilità per rappresentare il proprio Paese – ha proseguito Chivu – e per me questo vale tantissimo». Il tecnico rumeno, visibilmente infastidito dal clima che si è creato attorno al suo giocatore, ha parlato apertamente di «poca riconoscenza» nel mondo del calcio, sottolineando come il difensore sia stato travolto da una «gogna mediatica» che difficilmente si sarebbe scatenata con la stessa violenza se il cartellino rosso fosse stato indossato da un altro club. Bastoni, dal canto suo, avrebbe trovato conforto nel sostegno dei compagni sia in Nazionale che all’Inter; un abbraccio collettivo, quello raccontato da Chivu, che però non ha spento le polemiche sui social e nei talk show. La sensazione, filtrata dalle parole del mister, è che il giocatore sia più dispiaciuto per l’occasione mancata che per le critiche ricevute, anche se la pressione resta altissima a poche giornate dalla fine del campionato.

Il futuro tra Barcellona e l’amore per l’Inter

Non poteva mancare, ovviamente, un passaggio dedicato alle indiscrezioni di mercato che vorrebbero Bastoni lontano dall’Italia già nella prossima sessione estiva di trasferimenti. Su questo punto Chivu è stato netto, ma al tempo stesso diplomatico, lasciando la patata bollente nelle mani dell’interessato. «Non posso controllare il suo futuro – ha ammesso il tecnico – sarà lui a decidere, ma finché sarà qui darà il 100%». Parole che non chiudono la porta a un addio, ma che nemmeno lo danno per scontato. «Sarei felice se rimanesse, così come sarei felice se anch’io restassi», ha aggiunto quasi a voler sdrammatizzare, allineando il proprio destino a quello del difensore centrale. Una dichiarazione che suona come un endorsement personale: Bastoni è felicissimo di stare a Milano, o almeno questa è la versione ufficiale che filtra da Appiano Gentile, e il gruppo lo sostiene. E poi l’affondo sul trattamento mediatico riservato alla capolista: «Solo con noi si fa un dramma per un pareggio».

La condizione fisica e la sfida alla Roma

La partita contro i giallorossi, allenati da Gasperini, rappresenta per l’Inter un crocevia delicato per le ambizioni di vertice, e Chivu ha voluto spegnere sul nascere qualsiasi alibi legato alla sosta. «Chi è rimasto ha goduto di qualche giorno di riposo, poi abbiamo messo carichi di lavoro specifici», ha spiegato, ammettendo però che il rientro dei nazionali – alcuni dei quali, come Bastoni, reduci da una delazione cocente – va gestito con attenzione. La difesa a spada tratta del suo calciatore non è solo un atto di protezione paternalistico, ma anche un messaggio chiaro allo spogliatoio: qui nessuno viene lasciato solo, anche quando la pressione esterna diventa asfissiante. L’atteggiamento di Bastoni, nonostante le difficoltà fisiche e l’errore pesante, viene indicato come esempio di «professionalità e attaccamento alla maglia», concetti che Chivu ha ribadito più volte. Resta da vedere, ora, come reagirà il diretto interessato sul terreno di gioco, dove le parole lasciano presto il posto ai fatti e dove i tifosi – quelli veri – giudicano solo dal novantesimo in poi.

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