Giornata mondiale del rene, il 12 marzo screening gratuiti in tutta Italia per scovare il killer silenzioso

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Alla vigilia della Giornata mondiale del rene, che anche quest’anno si celebra il 12 marzo, la macchina della prevenzione si mette in moto su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini su una patologia che, troppo spesso, viene sottovalutata proprio perché, nelle sue fasi iniziali, non dà alcun segnale percepibile. La Malattia Renale Cronica, meglio nota con l’acronimo MRC, rappresenta una delle sfide sanitarie più complesse del nostro tempo: si stima che in Italia possa riguardare circa quattro milioni di persone, una cifra che da sola basterebbe a giustificare l’allarme lanciato più volte dagli specialisti del settore. Il dato allarmante, che emerge con chiarezza dalle statistiche internazionali, è che la prevalenza della malattia è destinata a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni, complice l’invecchiamento generale della popolazione e la sempre più diffusa incidenza di patologie metaboliche come il diabete, l’ipertensione arteriosa e l’obesità, che ne costituiscono i principali fattori di rischio.

L’iniziativa, promossa dalla Società Italiana di Nefrologia e dalla Fondazione Italiana del Rene in collaborazione con le strutture sanitarie pubbliche e private, vedrà l’apertura straordinaria degli ambulatori di nefrologia in decine di città. Dalle “Porte Aperte in Nefrologia” organizzate dall’ASL CN2 nelle sedi di Verduno, Alba e Bra, dove i cittadini potranno sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa e all’esame delle urine senza necessità di prenotazione, fino agli open day programmati negli ospedali del basso Lazio, come il Santa Maria Goretti di Latina e i presidi di Terracina e Fondi, l’offerta di prestazioni gratuite si presenta capillare e articolata. Non mancano, e la cosa assume un rilievo particolare in un’ottica di prevenzione a lungo termine, le iniziative dedicate ai più giovani, come quella in programma all’ospedale Dono Svizzero di Formia, dove i nefrologi incontreranno gli studenti del Liceo Classico per parlare di salute renale, o le mattinate di sensibilizzazione nelle scuole del Salento coordinate dalla Fondazione Italiana del Rene.

Esami semplici che possono fare la differenza

Il cuore dell’iniziativa risiede, più che nella complessità delle prestazioni offerte, nella loro semplicità e nell’efficacia comprovata nel garantire una diagnosi tempestiva. Pochi sanno, infatti, che un semplice esame del sangue per dosare la creatininemia, magari abbinato a un altrettanto banale esame delle urine per la ricerca di proteine o albumina, può fornire indicazioni preziose sullo stato di salute dei reni molto prima che compaiano i sintomi conclamati. La creatinina, lo ricordano i laboratori di analisi, è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare che viene normalmente filtrato ed eliminato dai reni; quando la sua concentrazione nel sangue aumenta, significa che la funzionalità renale sta diminuendo, ma questo incremento avviene spesso in modo subdolo, senza che il paziente avverta alcun disturbo particolare.

Un’epidemia silenziosa dalle conseguenze devastanti

La progressione della malattia renale cronica, quando non adeguatamente contrastata, porta inevitabilmente al deterioramento irreversibile della funzione renale, costringendo il paziente a ricorrere a terapie sostitutive come la dialisi o il trapianto d’organo. Attualmente, in Italia, si contano circa cinquantamila persone in trattamento dialitico e altrettante che vivono con un rene trapiantato, numeri che gravano in modo significativo sul bilancio del Servizio Sanitario Nazionale e, soprattutto, sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Gli esperti non si stancano di ripetere che entrare in dialisi significa, per il paziente, entrare in una dimensione esistenziale completamente nuova, fatta di vincoli temporali stringenti e di una profonda riorganizzazione della propria quotidianità.

Prevenzione primaria e controllo dei fattori di rischio

Accanto agli screening gratuiti, che mirano a intercettare la malattia quando è ancora in uno stadio iniziale e quindi maggiormente gestibile, un ruolo fondamentale giocano le strategie di prevenzione primaria, quelle cioè rivolte a contrastare l’insorgenza stessa della patologia. Mantenere uno stile di vita sano, controllare il peso reo, ridurre l’apporto di sale nella dieta e praticare attività fisica regolare rappresentano, secondo le indicazioni dei nefrologi, le armi più efficaci per tenere lontano il rischio di ammalarsi. Particolare attenzione, in questo senso, viene dedicata nei vari presidi sanitari anche al counselling per smettere di fumare e ai colloqui con i dietologi, due servizi che diverse ASL, come quella di Alba-Bra, hanno integrato nelle loro iniziative per offrire un approccio globale alla salute renale.

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