Grecia, bloccati tutti i voli per un guasto alle comunicazioni radio
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Redazione Esteri
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Il sistema di controllo dello spazio aereo greco ha subito un arresto improvviso, nella giornata del 4 gennaio, paralizzando l'intera rete aeroportuale del Paese e generando un'ondata di disagi che si è estesa ben oltre i confini nazionali. Il malfunzionamento, originatosi presso il centro di regione informazioni volo di Atene, ha interrotto le comunicazioni radio e i sistemi centrali di coordinamento, fondamentali per gestire il traffico aereo in sicurezza. Di conseguenza, le autorità sono state costrette a sospendere tutti i movimenti in entrata e in uscita, coinvolgendo non soltanto il principale scalo di Atene ma anche quello di Salonicco e tutti gli aeroporti regionali, mentre i passeggeri in attesa ricevevano notifiche via sms sullo stop forzato.
L'effetto domino sui voli in transito
La chiusura dello spazio aereo greco, misura estrema adottata per prevenire qualsiasi rischio, ha creato un significativo effetto domino sul traffico aereo internazionale. Diversi aerei, che avevano bisogno di sorvolare quella porzione di cielo per raggiungere le loro destinazioni, si sono trovati nella necessità di prendere decisioni operative complesse in volo. Alcuni di essi, infatti, hanno dovuto invertire la rotta e fare ritorno all'aeroporto di partenza, mentre altri hanno optato per atterraggi di emergenza in scali alternativi, prevalentemente per rifornirsi di carburante in attesa di sviluppi. Tra quelli colpiti, si segnalano almeno tre voli italiani: due operati da Neos e uno da Albastar, i quali hanno interrotto il loro percorso verso Sharm el Sheikh e altre località, atterrando in alcuni casi ad Istanbul o facendo marcia indietro verso l'Italia.
La lenta ripresa delle operazioni
Nel corso del pomeriggio, dopo diverse ore di incertezza, l'Autorità ellenica per l'aviazione civile ha avviato una ripresa graduale e molto controllata delle operazioni. "Tenendo ferma la priorità della sicurezza", ha dichiarato l'ente, "sono stati gestiti 35 tra partenze e arrivi". Il ripristino progressivo dei collegamenti ha permesso di sbloccare la situazione, sebbene a ritmi lenti e con inevitabili ritardi accumulati. La procedura, che ha richiesto in molti casi atterraggi e decolli manuali da parte dei piloti, ha evidenziato la dipendenza critica del sistema da infrastrutture tecnologiche centralizzate, la cui vulnerabilità può avere ripercussioni immediate su vasta scala.
Interrogativi aperti sulle cause
Se da un lato il servizio è tornato alla normalità, dall'altro permangono interrogativi non secondari riguardo alle cause precise del guasto tecnico. L'episodio ha riacceso il dibattito sulla resilienza e l'adeguatezza degli impianti di controllo, sottoposti a uno stress crescente con il ritorno dei volumi di traffico pre-pandemici. L'incidente, per quanto risolto in giornata, ha messo in luce la fragilità di una rete vitale per la mobilità continentale, spingendo molti a chiedersi quali misure possano essere implementate per scongiurare il ripetersi di simili paralisi, le cui conseguenze economiche e logistiche sono considerevoli.




