Omicidio a Padova, un fermato interrogato in questura mentre Vezzoli prende il comando delle Truppe Alpine a Bolzano
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Redazione Interno
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Sono ore decisive per le indagini relative all’efferato omicidio di Marco Cossi, il quarantottenne trovato senza vita in una strada sterrata della città veneta, il cui Corpo presentava i segni di una quindicina di coltellate. Dalle otto di questa mattina, infatti, una persona è sottoposta a un serrato interrogatorio negli uffici della Questura di Padova, un confronto condotto direttamente dal pubblico ministero di turno e dagli investigatori della Squadra Mobile, i quali stanno cercando di ottenere elementi concreti per chiarire la dinamica di un agguato che, per la sua ferocia, sembra lasciare poche vie d’uscita se non quella di un regolamento di conti personale. La vittima, originaria di Latisana ma residente a Tencarola di Selvazzano, era stata trovata in condizioni disperate in mezzo alla carreggiata di via Isonzo; i soccorritori, nonostante i tentativi di rianimazione, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di un uomo che, a quanto pare, conosceva il proprio aggressore o, almeno, non si trovava lì per caso.
Il passaggio di consegna all’Eurac Research e il problema logistico delle caserme
Mentre a Padova la macchina della giustizia lavora senza sosta, nel capoluogo altoatesino si è svolta una cerimonia di ben altra natura, sebbene ugualmente legata alla sicurezza pubblica. Questa mattina, all’Eurac Research di Bolzano, il generale di Divisione Alberto Vezzoli ha ufficialmente assunto il comando delle Truppe Alpine, raccogliendo il testimone lasciato dal generale Michele Risi. A margine dell’evento – che ha visto schierate le penne nere in grande uniforme – Vezzoli, che ha sede a Trento, ha voluto affrontare un tema caldo che toppa da vicino la vita dei militari: la cronica carenza di alloggi per il personale. Nel suo intervento, il generale ha sottolineato gli sforzi profusi negli anni scorsi per arginare il problema, sforzi che, ha precisato, stanno proseguendo grazie all’impegno del Comando Militare Esercito, ora competente per questo specifico settore, un dettaglio non secondario che rivela la complessità logistica dietro la gestione delle caserme alpine.
L’aggressione in via Isonzo e la pista dell’overkilling
Tornando al dramma padovano, il quadro che emerge dai rilievi della Polizia Scientifica è quello di una violenza inaudita e sproporzionata. Marco Cossi, trovato privo di sensi vicino all’aeroporto civile Gino Allegri, in una zona isolata compresa tra due piccoli sottopassaggi, è stato colpito con un accanimento tale che gli inquirenti, senza entrare in dettagli morbosi, parlano di una chiara volontà di uccidere. A rendere il quadro ancora più cupo c’è il fatto che la vittima, che lunedì avrebbe dovuto inaugurare una nuova attività imprenditoriale legata a un food truck insieme a un socio, non era solita frequentare ambienti della malavita; anzi, dalle prime verifiche risultava incensurata e lontana da storie di droga o usura. L’ipotesi della rapina è stata scartata quasi subito, visto che Cossi aveva ancora con sé il portafoglio, soldi e il cellulare, su cui ora gli investigatori stanno concentrando l’attenzione per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo.
Il lungo interrogatorio e le risultanze medico-legali
L’interrogatorio in corso in Questura, che ormai va avanti da diverse ore, rappresenta la prima vera svolta in un'indagine che rischiava di arenarsi sulla mancanza di testimoni oculari. Gli inquirenti stanno mettendo sotto torchio il sospettato, cercando di fargli scattare una molla psicologica che possa portare a una confessione o, quanto meno, a un indizio decisivo. I fendenti, concentrati in particolare al volto, al collo e al torace, indicano una furia omicida che difficilmente può essere quella di un estraneo incontrato per caso in una notte d’aprile. Chi ha ucciso Marco Cossi voleva cancellarlo, e ora la parola passa agli uomini della Squadra Mobile e al pm, che dovranno decidere se trasformare questo fermo per interrogatorio in un formale arresto, in attesa che le indagini facciano piena luce su un delitto che ha sconvolto la quiete della periferia di Padova.




