Mari e laghi italiani, un terzo delle acque è inquinato: il rapporto di Legambiente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’estate 2025 ha confermato ciò che già si temeva: mari e laghi italiani continuano a soffrire, e la colpa è ancora una volta dell’uomo. Secondo il bilancio finale delle campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi, condotte da Legambiente, il 34% dei 388 campionamenti effettuati in 19 regioni ha superato i limiti di legge. Tradotto in numeri, significa che un prelievo su tre è risultato inquinato, un dato che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche.

Il monitoraggio, portato avanti da oltre 200 volontari, ha evidenziato come le foci di fiumi, canali e corsi d’acqua rappresentino i punti più critici. In queste aree, il 54% dei campioni analizzati è stato classificato come inquinato o fortemente inquinato, una percentuale che dimostra quanto gli scarichi, spesso non adeguatamente depurati, continuino a minacciare gli ecosistemi acquatici. Al contrario, i prelievi effettuati in mare aperto o lontano da fonti di contaminazione diretta hanno registrato risultati migliori, con solo il 15% dei punti oltre i limiti consentiti.

Le cause di questo fenomeno sono note: maladepurazione, inquinamento diffuso e gli effetti della crisi climatica, che amplificano le criticità esistenti. Se da un lato i grandi laghi del Nord e le coste più battute dal turismo sono sotto osservazione, dall’altro il problema riguarda trasversalmente tutto il Paese, dalla Liguria alla Sicilia. I dati raccolti da Legambiente, per quanto allarmanti, non stupiscono: da anni le analisi ripetono gli stessi avvertimenti, mentre le soluzioni tardano a diventare operative.

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