Mari e laghi italiani inquinati: un campione su tre oltre i limiti di legge

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I dati del monitoraggio 2025 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le campagne storiche di Legambiente, non lasciano spazio a interpretazioni: il 34% delle acque analizzate in Italia presenta livelli di inquinamento superiori alla soglia consentita. Su 388 campionamenti effettuati in 19 regioni, 132 sono risultati fuorilegge, con picchi preoccupanti in alcune aree costiere e lacustri, dove la maladepurazione e gli scarichi abusivi continuano a compromettere l’ecosistema.

Da quasi quattro decenni, precisamente dal 1986, i team scientifici dell’associazione percorrono le coste italiane per prelevare campioni d’acqua, seguendo protocolli rigorosi. Eppure, nonostante gli allarmi ripetuti, la situazione non accenna a migliorare. Anzi, la crisi climatica, con l’aumento delle temperature del Mediterraneo – che toccano ormai livelli record – aggrava ulteriormente il fenomeno, accelerando la proliferazione di batteri e alghe nocive.

«La depurazione inefficace è una piaga cronica», sottolineano gli ambientalisti, che denunciano come oltre il 25% della popolazione non sia servita da impianti adeguati. Le conseguenze sono visibili: foci di fiumi, tratti di mare vicini agli scarichi urbani e persino alcuni bacini lacustri presentano concentrazioni di sostanze inquinanti ben al di sopra dei parametri di sicurezza. Senza contare i casi, purtroppo non isolati, di sversamenti illegali, spesso legati a attività industriali o agricole poco controllate.

Legambiente chiede da tempo un piano nazionale per la tutela delle acque, con investimenti strutturali nella depurazione e nel potenziamento della rete fognaria, oltre a politiche più incisive per contrastare l’emergenza climatica. Tra le proposte avanzate c’è anche lo sviluppo dell’eolico offshore, considerato una delle soluzioni per ridurre l’impatto ambientale senza sacrificare la produzione energetica.

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