Il nuovo Ds N°7, il SUV francese prodotto a Melfi, si mostra in tutta la sua personalità
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Redazione Economia
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Il panorama dei SUV premium si arricchisce con l’arrivo della Ds N°7, la nuova ammiraglia di segmento C firmata Ds Automobiles che promette di ridefinire gli standard grazie a un mix di tecnologia, comfort e attenzione ai dettagli, un modello che, guardandolo, tradisce immediatamente la sua filosofia progettuale votata all’eleganza e alla sofisticazione. La vettura, che verrà prodotta nell’avanzato stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, in una linea di montaggio attigua a quella della gemella Lancia Gamma con cui condivide la piattaforma STLA Medium, si prepara a debuttare nei Ds Store nel quarto trimestre del 2026, più precisamente nel mese di ottobre, puntando su una proposta motorizzata estremamente diversificata che abbraccia soluzioni full electric, ibride e varianti a trazione integrale; batterie e motori elettrici, invece, sono fabbricati in Francia, a testimonianza di un approccio produttivo che potremmo definire paneuropeo. Le dimensioni generali, rispetto al modello che va a sostituire e che da solo rappresentava quasi la metà delle immatricolazioni del marchio, crescono leggermente: la lunghezza aumenta di sette centimetri, arrivando a quota 4,66 metri, e il passo si allunga di cinque centimetri, raggiungendo i 2,79 metri, il tutto per garantire maggiore spazio interno senza per questo compromettere l’eleganza di una silhouette che, con quel montante posteriore particolarmente pronunciato, potrebbe penalizzare un po’ la visibilità, problema al quale i progettisti hanno risposto con l’adozione di un retrovisore interno digitale.
Un abitacolo che punta tutto sul lusso e sulla luminosità
Salendo a bordo della Ds N°7, ciò che colpisce immediatamente è la cura maniacale per i materiali e per le finiture, con inserti in legno, pelle morbida e, sulle versioni di punta, superfici in Alcantara che avvolgono i passeggeri in un’atmosfera che i francesi amano definire “savoir-faire”, e in effetti l’isolamento acustico sembra essere stato curato con particolare attenzione per trasformare l’abitacolo in un vero e proprio salotto viaggiante. I sedili anteriori, che offrono funzioni di riscaldamento, raffreddamento e persino massaggio, possono contare su una funzione di riscaldamento della nuca, un dettaglio che la dice lunga sulla volontà del costruttore di differenziarsi dalla concorrenza tedesca puntando tutto sul benessere a bordo. Per quanto riguarda la tecnologia, la plancia è dominata da un ampio schermo centrale da 16 pollici orientato orizzontalmente, che integra il nuovo sistema infotainment Iris 2.0 e che risulta facilmente raggiungibile anche dal passeggero, mentre la strumentazione digitale è affidata a un display da 12,25 pollici, il tutto completato da un head-up display che proietta le informazioni essenziali senza distrarre il conducente dalla strada. Gli interni, inoltre, guadagnano in luminosità grazie alle porte posteriori ridisegnate che aumentano la superficie vetrata e al tetto panoramico che, nella versione optional, risulta più ampio del 40%; il bagagliaio, con i suoi 560 litri di capacità e il doppio fondo per riporre ordinatamente i cavi di ricarica, si dimostra pratico e ben concepito per l’uso quotidiano.
La gamma motori: elettrico e ibrido si dividono la scena
Sotto il profilo tecnico, la Ds N°7 abbandona definitivamente le alimentazioni tradizionali per abbracciare un’elettrificazione spinta che non dimentica però chi non è ancora pronto al salto completo nel mondo della mobilità a zero emissioni. La versione di accesso alla gamma, pensata per chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’elettrificazione senza rinunciare alla praticità del motore termico, è rappresentata dalla variante Hybrid 145, un tre cilindri 1.2 mild-hybrid da 145 cavalli che promette consumi contenuti e la possibilità di viaggiare in modalità completamente elettrica per una percentuale significativa del tempo, specialmente in ambito urbano. Per chi invece desidera abbracciare la filosofia full electric, Ds propone al lancio tre diverse declinazioni della N°7 E-Tense: la versione d’accesso monta una batteria da 73,7 kWh e un motore da 230 cavalli, per un’autonomia dichiarata di circa 540 chilometri; salendo di livello si trova la variante Long Range, che abbina una batteria da 97,2 kWh a un motore da 245 cavalli, capace di percorrere fino a 740 chilometri con una sola carica secondo il ciclo WLTP, un valore che la pone ai vertici della categoria. Al vertice della gamma si posiziona infine la versione AWD a trazione integrale, forte di due motori elettrici che erogano complessivamente 350 cavalli e di una batteria da 97,2 kWh che garantisce comunque 680 chilometri di autonomia, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in soli 5,4 secondi; tutte le varianti elettriche supportano ricariche fino a 160 kW in corrente continua, che consentono di recuperare dal 20 all’80% della capacità in circa 27 minuti.
Produzione italiana e strategia commerciale per il rilancio
La decisione di assemblare la Ds N°7 nello stabilimento di Melfi rappresenta un tassello fondamentale nella strategia del gruppo Stellantis, che punta a valorizzare l’eccellenza produttiva italiana in un momento particolarmente delicato per l’automotive europeo. Per Ds Automobiles, che considera l’Italia il suo secondo mercato a livello mondiale dopo la Francia, questa scelta assume un significato che va oltre la mera logistica industriale: significa mettere a frutto le competenze degli operai lucani per costruire un modello che dovrà raccogliere l’eredità pesantissima della Ds 7, che da sola valeva quasi la metà delle vendite totali del marchio. Le prime unità della N°7 usciranno dalle linee produttive già nel mese di giugno, per poi intraprendere il loro viaggio verso le concessionarie europee in tempo per l’autunno; gli ordini, infatti, verranno aperti a partire dal mese di maggio, con un prezzo di partenza che gli osservatori del settore ipotizzano possa attestarsi sotto la soglia psicologica dei 50.000 euro, una cifra che la posizionerebbe in diretta concorrenza con rivali blasonate come la Mercedes GLC o la BMW X3, costringendo la clientela a valutare se il fascino indiscutibile del design parigino e il comfort da ammiraglia possano giustificare la scelta di un SUV dalle chiare origini italiane.




