Catania, gip rigetta la custodia cautelare per il padre filmato mentre colpiva il figlio con un cucchiaio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania, Luigi Barone, ha disposto la scarcerazione dell’uomo di 59 anni fermato dopo la diffusione sui social network di un video che lo ritraeva mentre colpiva ripetutamente con un cucchiaio di legno il figlio undicenne. Nel rigettare la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura, il gip ha evidenziato come l’accusa di maltrattamenti aggravati non sarebbe al momento supportata da indizi tali da certificarne la concreta gravità, dal momento che l’unico elemento contestuale è costituito proprio dalla registrazione. Quel filmato, della durata di quasi tre minuti e presumibilmente girato da una delle sorelle del minore, ritrae una scena di violenza sia fisica che psicologica, durante la quale l’uomo, insultando il bambino e schiaffeggiandolo, gli urlava frasi come “io sono il tuo padrone”, costringendo poi il piccolo a ripeterle.
L’intervento della procura minorile e il provvedimento di protezione
Le dinamiche familiari emerse dalle dichiarazioni
Oltre alla crudezza delle immagini, che hanno sollevato un forte clamore nell’opinione pubblica, la vicenda porta alla luce dinamiche familiari complesse e sofferte. Le dichiarazioni rese sia dal padre che dalla madre dipingono infatti un quadro in cui il bambino viene etichettato come problematico, non ascolta e “dice le bugie”, motivazioni addotte per giustificare un metodo educativo basato sulla punizione rale e sull’affermazione di un’autorità dispotica. Proprio la natura di quel rapporto, caratterizzato dalla ripetuta imposizione della frase “sei il padrone”, costituisce il nucleo della violenza psicologica accertata, che appare inscindibile da quella fisica inflitta con il cucchiaio. Una condotta, quest’ultima, che l’indagato non ha negato ma alla quale, secondo la ricostruzione, ha di fatto fornito una giustificazione.
La separazione tra percorso giudiziario e misure di protezione
La decisione del gip di non convalidare la custodia cautelare lascia ora seguire al procedimento penale il suo corso ordinario, mentre la misura protettiva decisa dalla procura minorile rimane pienamente in vigore, a garanzia della serenità e dell’incolumità dei minori. I due percorsi, quello repressivo e quello amministrativo-protettivo, proseguono dunque su binari distinti ma convergenti nell’analisi delle responsabilità genitoriali. L’episodio, per come è stato fissato nel video e per le successive reazioni dei genitori, solleva interrogativi più ampi sulle condizioni di disagio che possono serpeggiare in alcuni nuclei familiari, i quali emergono alla cronaca solo quando, come in questo caso, un gesto di denuncia involontaria – la pubblicazione del filmato – rende la violenza domestica, troppo spesso nascosta tra le mura di casa, di dominio pubblico.




