Modric: "Dopo il Real un passo indietro, ma il Milan è la scelta ideale"
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Redazione Sport
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Luka Modric, il cui ingaggio per il Milan ha rappresentato una delle operazioni di calciomercato più rilevanti della scorsa estate, ha concesso una lunga e personale intervista al quotidiano spagnolo "Marca", nella quale ha dipinto un ritratto sincero del suo distacco dal Real Madrid e dell'approdo in Serie A. Il centrocampista croato, senza mezzi termini, ha ammesso che lasciare il club della capitale spagnola costituisce, per qualsiasi calciatore, una sorta di ridimensionamento. "A volte le cose non vanno come previsto", ha spiegato riferendosi alla mancata renovatio del contratto, svelando poi un desiderio rimasto incompiuto: quello di chiudere la propria carriera proprio con la maglia delle Merengues, un sogno che, per varie circostanze, non ha potuto realizzare.
Il confronto tra due giganti e l'ambientamento in Italia
Nonostante la naturale percezione di un cambiamento epocale, Modric ha immediatamente individuato nel Milan il club che più si avvicina, per storia e per peso specifico nel panorama del calcio mondiale, all'esperienza madrilena. Ha definito la società rossonera "un grande club, dove è tutto di alto livello", sottolineando come l'organizzazione e l'ambiente gli abbiano permesso un inserimento rapido e positivo. L'adattamento alla nuova vita, come ha raccontato, procede senza intoppi, al netto di una padronanza linguistica ancora in divenire; comprende quasi tutto, specie le indicazioni del tecnico Max Allegri, e l'ambientamento nella città meneghina, da lui elogiata, risulta essere finora perfetto.
Le radici e la maturità di una leggenda
Il racconto del campione, nel corso della chiacchierata anche con l'amico ed ex allenatore Slaven Bilic, ha toccato momenti ben più profondi della sua carriera sportiva, riportando alla memoria le ferite personali legate al conflitto nella ex Jugoslavia. Modric ha ricordato, con il rispetto e la sobrietà che lo caratterizzano, la tragedia della guerra durante la sua infanzia e la perdita del nonno, ucciso in quel periodo, elementi che hanno forgiato il suo carattere prima ancora della sua classe tecnica. Questa maturità, unita a un talento fenomenale, gli è valsa il riconoscimento di "Leggenda" ai recenti Gazzetta Sports Awards, a conferma di una parabola che, dai traumi del passato, lo ha portato a diventare un esempio di longevità e di stile.
Prospettive attuali e il peso della storia
Oggi, a quasi quarant'anni, Modric si presenta come un giocatore la cui classe non conosce l'usura del tempo, chiamato a portare la sua esperienza e la sua visione di gioco in un campionato competitivo come quello italiano. Con 194 presenze in nazionale e la qualificazione al suo quinto Campionato Mondiale all'orizzonte, dimostra di possedere una motivazione intatta. La sua scelta di accettare la sfida rossonera, pertanto, non nasce da un ripiego ma dalla consapevole ricerca di un contesto all'altezza della sua storia, in un club le cui radici e il cui palmarès, seppur diversi, dialogano con quelli del Real Madrid, offrendogli quella dimensione ideale per continuare a scrivere, lontano da Madrid, gli ultimi capitoli di una carriera straordinaria.




