Centrosinistra, Conte accelera sul programma. Schlein frena sul leader
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Redazione Interno
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Giuseppe Conte vuole chiudere il programma comune del centrosinistra in due settimane, mentre Elly Schlein respinge l'ipotesi di affidare la guida della coalizione a un candidato moderato scelto per superare le divisioni tra i partiti. Alla festa del Manifesto, nel quartiere romano della Garbatella, i principali leader del campo largo si sono ritrovati sullo stesso palco per discutere dell'alternativa al governo di Giorgia Meloni. L'incontro ha registrato una disponibilità a lavorare insieme, ma anche divergenze sulla scelta del candidato premier e sulla guerra in Ucraina.
Conte mette fretta agli alleati, il Pd indica tempi più lunghi
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha indicato una scadenza precisa dopo le proteste del pubblico, poco soddisfatto dell'iniziale riferimento a qualche settimana di lavoro. «Facendo un confronto serio in un paio di settimane si chiude il programma», ha affermato l'ex presidente del Consiglio, sostenendo che le forze progressiste hanno già avuto il tempo di definire le rispettive priorità. La richiesta punta ad accelerare la costruzione di una proposta condivisa prima di affrontare la competizione per la leadership. La segretaria democratica aveva invece indicato la fine dell'anno come obiettivo per completare l'intesa politica, mostrando un'impostazione meno serrata sulla tabella di marcia.
Sul palco, intervistati dal direttore del quotidiano Andrea Fabozzi, erano presenti anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per Alleanza Verdi e Sinistra e Riccardo Magi per Più Europa. Il confronto, intitolato «C'è alternativa», si è svolto davanti a un teatro affollato, con interventi del pubblico che chiedevano ai rappresentanti dell'opposizione di superare le discussioni interne. L'incontro si inserisce nel percorso avviato dai partiti progressisti per arrivare a una piattaforma elettorale condivisa. Già alla festa di Avs di settembre erano state indicate alcune priorità comuni, tra cui salario minimo, riconoscimento dello Stato palestinese e interventi sulle politiche climatiche.
Schlein contro il candidato moderato e il ritorno delle primarie
La segretaria del Partito democratico ha contestato apertamente la ricerca di una figura centrista come possibile soluzione alla competizione tra i leader. «Non si vince al centro», ha sostenuto, criticando chi vorrebbe un candidato più rassicurante e accomodante, gradito a quella parte dell'establishment favorevole alle larghe intese. Schlein ha inoltre denunciato i tentativi di estrometterla dalla guida del progetto progressista, rivendicando la propria posizione dopo le tensioni degli ultimi giorni. Le sue parole arrivano dopo che il presidente pentastellato aveva proposto di valutare una terza figura capace di rappresentare l'intera alleanza, attraverso un passo indietro dei due principali protagonisti.
Il confronto riguarda anche il peso elettorale delle singole forze politiche. La leader democratica ha ricordato che il suo partito è la principale formazione dell'opposizione e considera preferibile un accordo politico che riconosca la leadership della forza con maggiore consenso. Non ha però escluso le primarie, dichiarandosi disponibile a utilizzarle come strumento di scelta condivisa. Conte ha respinto l'idea di stabilire il candidato attraverso un criterio deciso in partenza e ha sostenuto la necessità di coinvolgere gli elettori. Gli altri alleati hanno espresso maggiori riserve: i rappresentanti di Avs non considerano necessaria una consultazione, mentre Magi ha mostrato scarso entusiasmo per questa soluzione.
Ucraina e alleanze, le differenze che dividono il campo largo
La politica estera è uno dei punti più difficili del confronto. Sull'invio di armi a Kiev, il Pd e Più Europa sostengono la prosecuzione dell'assistenza militare, mentre il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sono contrari. Schlein ha proposto un confronto anche prolungato tra gli alleati per arrivare a una posizione comune, precisando che la ricerca della pace non deve comportare l'accettazione delle ragioni dell'aggressore. Ha inoltre chiesto un'iniziativa diplomatica europea con la partecipazione degli ucraini ai negoziati. Conte ha ribadito la propria opposizione all'escalation del riarmo e ha invitato a considerare anche gli interessi della controparte nel conflitto.
Un altro elemento di frizione riguarda il perimetro dell'alleanza e il possibile coinvolgimento di Matteo Renzi. Il presidente pentastellato ha già manifestato dubbi sull'affidabilità politica dell'ex premier, mentre il segretario di Più Europa ha chiesto garanzie sulla sua partecipazione al progetto. La discussione era emersa anche nella direzione del Pd del 2 ottobre, quando Schlein aveva rivendicato il ruolo del proprio partito nella definizione del programma. In quella occasione i riformisti democratici non avevano partecipato al voto sulla relazione della segretaria, chiedendo chiarimenti su alcune questioni politiche ancora irrisolte.
Il confronto tra i partiti si svolge inoltre dopo l'approvazione della nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza, che prevede l'indicazione del candidato premier sulla scheda. Sul versante organizzativo, il Movimento 5 Stelle ha già completato il proprio percorso programmatico interno, mentre Alleanza Verdi e Sinistra ha previsto la presentazione delle proprie proposte per il 18 ottobre. Il dibattito tra i leader si è tenuto durante la seconda edizione della Manifestival, organizzata dal quotidiano il Manifesto dal 9 all'11 ottobre in diversi spazi culturali della Garbatella, tra cui il Teatro Palladium, la Biblioteca Moby Dick e la Casetta Rossa.
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