Mengoni incanta Bari: 50mila in delirio al San Nicola tra orecchiette ed emozioni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Bari non aveva mai visto niente del genere. Marco Mengoni, che ormai da anni domina la scena musicale italiana senza bisogno di nuovi album o exploit sanremesi, ha trasformato lo stadio San Nicola in un palcoscenico di emozioni pure, trascinando oltre 50mila persone in uno spettacolo che andava ben oltre il semplice concerto. Quella di domenica 20 luglio non è stata solo una tappa del tour "Marco Negli Stadi 2025", ma una vera e propria esperienza collettiva, costruita con la precisione di una tragedia greca in sei atti, dove ogni dettaglio – dalle luci ai costumi, dalle coreografie ai ledwall – contribuiva a tessere una narrazione potente e personale.

Tra il pubblico, qualcuno gli ha persino lanciato una busta di orecchiette, gesto che ha strappato un sorriso al cantante. «Mi portano il "pacco da giù"», ha commentato divertito, prima di ringraziare la folla con quella voce che, album dopo album, è diventata un sigillo inconfondibile. E se a San Siro aveva già dimostrato di poter riempire gli stadi, a Bari ha confermato di saperli trasformare in teatri a cielo aperto, dove la musica si fa rito condiviso.

Non sono mancati i momenti più intimi, come quando ha ricordato la madre scomparsa, suscitando un silenzio carico di partecipazione. Ma il tono è rimasto quello di un guerriero, come lui stesso si è definito in passato, capace di unire generazioni diverse sotto le note di brani come L’essenziale, Due vite o Esseri umani. E mentre qualcuno in prima fila gli urlava proposte di matrimonio, altri gli offrivano taralli, in un incrocio di gesti che raccontano il legame viscerale tra l’artista e il suo pubblico.

C’è chi, per assicurarsi un posto sotto il palco, ha piantato la tenda davanti allo stadio già da venerdì, sfidando il caldo e le notti in bianco. Del resto, per i fan più accaniti, perdere anche solo un minuto di quello spettacolo era impensabile. E a giudicare dall’energia che ha attraversato il San Nicola – sold out da mesi – non si può dire che ne sia valsa la pena.

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