Ferilli, lo stalker della mazzetta da dieci chili rischia di evitare il processo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l'uomo accusato di aver perseguitato Sabrina Ferilli e di aver tentato di sfondare la porta di casa dell'attrice con una mazza da carpentiere. Il provvedimento, però, si scontra con una perizia che ha già ipotizzato l'incapacità di intendere e di volere dell'indagato al momento dei fatti, aprendo uno scenario giudiziario complesso destinato a protrarsi almeno fino a dicembre, quando è fissata la prossima udienza preliminare davanti al gup.
L'assalto del 9 novembre
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera del 9 novembre 2025 l'uomo si è introdotto sul pianerottolo antistante l'appartamento romano dove Ferilli vive con il marito Flavio Cattaneo. Dopo aver danneggiato la cancellata in ferro posta a protezione dell'ingresso, ha impugnato un martello da carpentiere lungo 88 centimetri e del peso di circa dieci chili, colpendo ripetutamente la porta blindata nel tentativo di abbatterla. La coppia si trovava all'interno dell'abitazione.
Rivolgendosi a Cattaneo, che si era parato davanti all'ingresso, l'uomo avrebbe intimato di spostarsi perché voleva parlare direttamente con l'attrice, definendo il marito un impedimento. Prima di allontanarsi, avrebbe promesso di tornare.
Le indagini hanno permesso di identificare il presunto responsabile già il giorno successivo. Si tratta di un trentaseienne originario della provincia di Caserta, che all'epoca viveva e lavorava a Roma. Agli investigatori avrebbe motivato il proprio comportamento con la convinzione di dover mettere in guardia l'attrice da un presunto attacco informatico, sostenendo di essere perseguitato da un'entità capace di controllarne il pensiero e di aver riconosciuto la stessa condizione in Ferilli.
Mesi di appostamenti e regali non richiesti
L'episodio di novembre rappresenta, per gli inquirenti, il culmine di una serie di condotte persecutorie iniziate nell'estate precedente. Già dall'agosto 2025 l'uomo avrebbe cominciato a frequentare la zona dell'abitazione della coppia, presentandosi più volte nelle vicinanze e chiedendo insistentemente di incontrare l'attrice. In alcune circostanze si sarebbe presentato come una persona a lei vicina, lasciando omaggi tra cui alcuni profumi e lettere, senza che questi fossero stati richiesti né graditi.
La situazione sarebbe progressivamente degenerata fino al tentativo di irruzione, quando l'uomo ha superato il limite della proprietà privata armato del martello.
La richiesta della Procura e la perizia psichiatrica
A distanza di mesi dai fatti, il fascicolo è approdato davanti alla magistratura. La Procura di Roma contesta al trentaseienne i reati di atti persecutori e violazione di domicilio, aggravata dall'aver commesso il fatto con violenza sulle cose e con l'uso di un'arma impropria. Prima di pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio, il giudice per l'udienza preliminare ha disposto un approfondimento sulle condizioni psichiche dell'uomo, sospendendo temporaneamente il procedimento.
Una precedente perizia aveva già ipotizzato una condizione di incapacità al momento dell'episodio; i nuovi accertamenti dovranno stabilire se l'indagato sia in grado di affrontare regolarmente il processo e se permanga la sua pericolosità sociale. A rappresentare Ferilli e Cattaneo è l'avvocata Giulia Bongiorno.
Un precedente che risale al 2014
La vicenda riporta alla memoria un altro caso di stalking che aveva coinvolto l'attrice romana. Nel 2014 Ferilli aveva denunciato un uomo che la seguiva da anni, inviandole lettere dai contenuti deliranti e presentandosi sotto casa o nei luoghi di lavoro. Quel procedimento si era concluso nel 2020 con una condanna definitiva a un anno e quattro mesi di reclusione, con pena sospesa.
In quella circostanza l'attrice aveva raccontato agli inquirenti di aver modificato le proprie abitudini di vita per timore del persecutore, evitando i locali che frequentava abitualmente e cambiando i percorsi tra casa e lavoro. La differenza rispetto al caso attuale risiede, secondo la ricostruzione accusatoria, nell'escalation culminata nell'uso della mazza contro la porta dell'abitazione.
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