Sabrina Ferilli, lo stalker della mazza da dieci chili rischia la comunità invece del carcere
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l'uomo accusato di aver perseguitato Sabrina Ferilli e di aver tentato di sfondare la porta della sua abitazione con una mazza da carpentiere. Il procedimento, però, è sospeso: il gup ha disposto una perizia sulla capacità di intendere e di volere dell'indagato, aprendo uno scenario che preoccupa l'attrice e il marito Flavio Cattaneo.
L'ipotesi di un affidamento a una struttura terapeutica al posto della detenzione è sul tavolo, e la difesa della coppia, rappresentata dall'avvocata Giulia Bongiorno, teme che misure di questo tipo non bastino a prevenire nuovi episodi.
L'assalto del 9 novembre a Prati
I fatti risalgono al pomeriggio del 9 novembre 2025, quando l'uomo si è presentato davanti all'appartamento della coppia nel quartiere Prati, a Roma. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver danneggiato la cancellata in ferro posta a protezione del pianerottolo, ha colpito con la mazza la porta d'ingresso, lunga 88 centimetri e pesante circa dieci chili. Ferilli e Cattaneo erano in casa. È stato il marito dell'attrice ad avvicinarsi all'uscio, chiedendo spiegazioni.
La risposta, riferita dagli investigatori, è stata netta: «Mi chiamo Rocco, togliti di mezzo, devo parlare con Sabrina, non stare tra me e lei». Prima di allontanarsi, l'uomo avrebbe aggiunto: «Comunque torno». Il giorno successivo i carabinieri lo hanno identificato.
Tre mesi di appostamenti e omaggi non richiesti
L'episodio di novembre è l'ultimo capitolo di una serie di condotte che, secondo l'accusa, vanno avanti da mesi. A partire dall'agosto 2025, il trentaseienne originario della provincia di Caserta avrebbe monitorato gli spostamenti della coppia, presentandosi più volte sotto casa e chiedendo insistentemente di incontrare l'attrice. In alcune circostanze si sarebbe spacciato per un suo amico e avrebbe lasciato omaggi, tra cui profumi e lettere, senza che fossero stati richiesti.
Agli inquirenti ha poi motivato il suo comportamento con presunte ragioni di sicurezza: avrebbe voluto mettere in guardia Ferilli da un presunto attacco informatico.
Il precedente del 2014 e il nodo della perizia
Per Sabrina Ferilli non è la prima esperienza di questo tipo. Nel 2014 un altro uomo aveva iniziato a perseguitarla, sostenendo di essere stato inviato dai marziani per avere dei figli da lei. Quel caso si era concluso nel 2020 con una condanna definitiva a un anno e quattro mesi di reclusione. La nuova vicenda presenta, secondo gli inquirenti, un'escalation più marcata, culminata nell'assalto armato. La prossima udienza è prevista per dicembre, quando il gup deciderà se disporre il rinvio a giudizio o prendere atto delle conclusioni della perizia psichiatrica.
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