Milano, un tram per la storia: Mattarella e Rossi verso l'inaugurazione delle Olimpiadi
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Redazione Sport
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C’è un solo re, tutti gli altri comparse, si potrebbe dire con un filo di ironia, osservando l’abbraccio di Milano ai potenti del mondo, riunitisi per l’evento che cambierà il volto della città e non solo. Dritto come un fuso, la mano sul cuore, il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva pochi giorni fa aperto i saloni del Palazzo Reale a un centinaio di ospiti di riguardo, salutandoli come da protocollo — uno a uno — e porgendo al mondo un’immagine di Italia seria e cordiale, e semplice, pur nello sfarzo del luogo. Un cocktail di benvenuto ufficiale, che ha preceduto la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, oggi in programma a San Siro, dove la fiamma olimpica è arrivata ieri sera in Duomo, accolta da una piazza gremita di tifosi e curiosi. Un evento diffuso in due città e tre regioni, che porta con sé, oltre all’entusiasmo sportivo, il messaggio dello stesso Mattarella, il quale ha auspicato che "i valori dello sport ispirino chi governa".
La sorpresa nel filmato di apertura: un viaggio simbolico
La scaletta della cerimonia inaugurale, tuttavia, ha riservato una delle sorprese più suggestive, inserendo un filmato che ha immediatamente catturato l’attenzione di chi, dallo stadio o dalle proprie case, seguiva l’evento. Si è immaginato, in quel video, che il Presidente della Repubblica arrivasse a San Siro a bordo di uno dei tram storici, simbolo di Milano, guidato da un pilota d’eccezione: Valentino Rossi. L’icona del motociclismo mondiale, dunque, ha preso le redini di un mezzo insolito per le sue abitudini, accompagnando in un viaggio simbolico il Capo dello Stato, il quale, seduto come un comune cittadino, ha raccolto un pupazzetto — la mascotte dei Giochi — caduto dalle mani di una bambina, in un gesto di spontanea delicatezza prima dello scambio di saluti con la leggenda della MotoGP.
Il gesto che unisce sport e istituzioni
Quella sequenza, più di molti discorsi, ha saputo condensare lo spirito che si è voluto dare a questi Giochi, fondendo elementi della tradizione locale — il tram — con il carisma di un campione sportivo globale e la prossimità di un’istituzione, rappresentata da Mattarella, che ha scelto di partecipare all’evento in modo informale e diretto. Un’immagine forte, che ha bypassato i formalismi senza sminuirli, mostrando anzi come le grandi occasioni possano essere raccontate attraverso gesti semplici e narrativamente efficaci. La cerimonia, nel suo complesso, ha così dato il via ufficiale a una manifestazione che impegnerà il territorio per settimane, sotto gli occhi del mondo e di un altro presidente, quello degli Stati Uniti Donald Trump, presente tra gli ospiti di riguardo, a sigillare l’importanza internazionale dell’avvenimento.
L’inizio di un percorso oltre lo sport
Con l’accensione del braciere, che segue il viaggio della fiaccola attraverso le città, si apre ora la fase competitiva, ma quel tram guidato da Rossi con a bordo il Presidente resterà probabilmente come uno dei momenti più emblematici di queste Olimpiadi. Una scelta registica che va oltre il puro intrattenimento, toccando corde legate all’identità e alla percezione collettiva, in un paese che, attraverso lo sport, cerca anche di mostrare la propria capacità organizzativa e la propria voglia di futuro. Il messaggio lanciato da Mattarella, del resto, parla di ispirazione per chi governa, e forse quel breve viaggio in tram, che unisce una figura istituzionale a un mito dello sport, ne è stato l’illustrazione perfetta, un incipit narrativo per una storia che ora si scriverà sulle piste di neve e di ghiaccio.




