Sergio Mattarella e il suo appello alla pace
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Redazione Interno
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Sergio Mattarella, nel suo discorso a Cassino, ha sottolineato l'importanza della pace e della libertà. Ha esortato a respingere "la cieca logica" delle armi e a "far cessare il fuoco ovunque". Ha alimentato la "speranza di pace" e ha denunciato "le conseguenze dell'odio". Ha chiesto di "costruire ponti di dialogo e di collaborazione con le altre nazioni". Non si può affatto dire che il suo discorso sia stato bellicoso.
Mattarella ha ribadito che l'Italia ripudia la guerra e che il suo ruolo è costruire ponti per la pace. Ha citato l'articolo 11 della nostra Costituzione, che contiene "una affermazione solenne: il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Ha sottolineato che queste poche parole contengono le ragioni, le premesse del ruolo e delle posizioni del nostro Paese nella comunità internazionale: costruire ponti di dialogo, di collaborazione con le altre nazioni, nel rispetto di ciascun popolo.
Infine, Mattarella ha ricordato la tragedia della Seconda guerra mondiale, citando il "numero terrificante di vittime (quasi 200 mila morti) delle diverse armate (gli Alleati e i tedeschi ex-alleati) e della popolazione civile in 129 giorni di combattimenti". Ha sottolineato l'importanza di ricordare queste vittime e di lavorare per la pace per evitare che tali tragedie si ripetano in futuro.




