Mattarella: la pace come impegno collettivo e l'Europa tra protezione e protagonismo
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Redazione Interno
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso di una lectio magistralis tenuta all’università di Aix-Marseille, dove ha ricevuto la laurea honoris causa, ha delineato una riflessione profonda e articolata sul tema della pace, del ruolo dell’Europa e delle sfide globali. Partendo dall’assunto che “la pace non è un dono gratuito della storia”, Mattarella ha sottolineato come essa richieda un impegno costante da parte di statisti e popoli, chiamati a costruirla giorno dopo giorno. Un concetto che, seppur apparentemente semplice, si scontra con una realtà internazionale sempre più complessa e frammentata.
Il Capo dello Stato ha tracciato un parallelo tra la crisi del ’29 e l’attuale scenario geopolitico, evidenziando come il protezionismo, allora come oggi, rischi di alimentare fenomeni autoritari. “Dopo la crisi del ’29”, ha ricordato Mattarella, “il protezionismo favorì l’ascesa di regimi autoritari, portando alla dominazione e al progetto del Terzo Reich in Europa”. Una dinamica che, secondo il presidente, trova un’inquietante analogia nell’aggressione russa all’Ucraina, definita “di questa natura”. Un monito che non lascia spazio a interpretazioni: la storia, se ignorata, tende a ripetersi.
Mattarella ha poi rivolto uno sguardo critico all’Europa, interrogandosi sul suo ruolo nel contesto internazionale. “L’Europa intende essere oggetto della disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà?”. Una domanda che chiama in causa la capacità dell’Unione Europea di scegliere tra due destini: quello di un “vassallaggio felice”, protetto ma subalterno, o quello di un protagonismo attivo, capace di difendere i propri interessi e valori.
Il presidente ha richiamato l’esperienza storica dell’Italia dei Comuni, tra il XII e il XIII secolo, quando la frammentazione e l’incapacità di creare una massa critica portarono a invasioni e spartizioni. Un esempio che, seppur lontano nel tempo, suona come un avvertimento per un’Europa che rischia di ripetere gli stessi errori, arroccandosi in difesa di identità particolari senza riuscire a costruire un’unità solida e coesa.
Sul fronte delle relazioni internazionali, Mattarella non ha risparmiato critiche alle politiche protezionistiche della nuova presidenza Trump, che ha riportato in auge i dazi commerciali. Una scelta che, secondo il presidente, rischia di alimentare tensioni e di minare la cooperazione internazionale, già messa a dura prova da conflitti e rivalità.




