Mattarella all'Europa: la Difesa non può più attendere
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Redazione Interno
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Mentre a Parigi i leader discutono del conflitto in Ucraina e il mondo si divide tra corsa agli armamenti, sanzioni e tensioni che ormai sfiorano persino lo spazio, Sergio Mattarella ha scelto di rompere ogni indugio. Il presidente della Repubblica, nel ricevere al Quirinale una delegazione dell’Aeronautica militare in occasione del 102° anniversario dell’Arma, ha lanciato un monito chiaro: l’Europa non può permettersi ulteriori ritardi sulle decisioni in materia di Difesa.
"Voi rappresentate un pilastro fondamentale della sicurezza del Paese", ha detto il capo dello Stato, sottolineando il ruolo cruciale delle Forze armate nel difendere la democrazia. Un compito che, in uno scenario internazionale sempre più instabile, richiede formazione avanzata, tecnologie d’avanguardia e coordinamento con gli alleati. Ma è la riflessione sull’inerzia europea a colpire: Mattarella non usa mezzi termini nel denunciare il rischio di un continente immobilizzato da dispute sterili, mentre il mondo cambia.
Le minacce, del resto, non sono più quelle del passato. Oltre al ritorno della guerra convenzionale in Europa, il presidente cita esplicitamente i pericoli ibridi: dalla guerra cibernetica all’uso spregiudicato dello spazio, passando per l’intelligenza artificiale applicata alle operazioni militari. Elementi che stravolgono l’ordine internazionale costruito dopo il 1945 e che richiedono risposte immediate. "Sfide che non possono essere eluse", ha insistito, riferendosi anche allo sviluppo di velivoli di sesta generazione e alla militarizzazione del dominio spaziale.




