Sarri: «Obiettivi chiari, niente riscaldamento. Maldini ha un grande potenziale ma deve tirarlo fuori»
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Redazione Sport
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Nelle pieghe di un campionato ormai prossimo ai titoli di coda, dove le ambizioni di classifica per alcuni si sono trasformate in pura aritmetica, Maurizio Sarri – tecnico della Lazio – ha scelto la vigilia del match contro la Cremonese per ribadire un concetto che forse ai più sarebbe sembrato scontato, ma che non lo è affatto in questo delicato rush finale. Intervistato dai microfoni di Dazn, l’allenatore biancoceleste ha messo subito in chiaro un aspetto fondamentale: non esiste alcuna forma di “riscaldamento” in vista di altri impegni. La squadra, ha spiegato con quella schiettezza che lo contraddistingue, deve perseguire i propri obiettivi senza distrazioni, cercando semplicemente di fare il meglio possibile in ogni singola partita. Un messaggio, questo, diretto non solo agli avversari ma soprattutto al suo stesso spogliatoio, perché è in momenti come questo – quando la tensione cala e la mente vaga verso traguardi lontani – che si rischia di perdere la bussola.
Il rebus Maldini e le condizioni di Zaccagni
A catalizzare l’attenzione dei cronisti presenti all’intervista pre-partita, però, è stato inevitabilmente il capitolo dedicato al giovane attaccante, Maldini. Sul ragazzo, schierato come centravanti nel tridente iniziale della Lazio, Sarri si è dilungato con un’analisi che mescola prudenza e aspettativa. Il potenziale del giocatore – ha ammesso il mister – è oggettivamente elevato, quasi fuori scala rispetto alla media dei coetanei; c’è però un’enorme differenza tra l’avere una dote naturale e la capacità di trasformarla in realtà sul terreno di gioco. «Gli chiedo di lasciar fuori il grande potenziale che ha» ha dichiarato Sarri, evidenziando come nessun allenatore, fino a questo momento, sia riuscito a estrarre quella brillantezza che pure il ragazzo possiede. Una sorta di sfida a distanza, dunque: il campo parlerà, e toccherà proprio a lui dimostrare se è arrivato il momento di compiere quel fatidico salto di qualità. Quanto agli esterni, Zaccagni e Isaksen, le notizie sono confortanti ma non ancora definitive: entrambi stanno piuttosto bene, circostanza che farebbe ben sperare per il loro impiego, sebbene Sarri abbia gettato acqua sul fuoco specificando che al momento non è dato sapere se riusciranno a reggere l’intera distanza dei novanta minuti.
La sfida del Giovanni Zini: formazioni e prime scelte tattiche
Sul versante opposto, Marco Giampaolo – alla disperata ricerca di punti preziosi per allontanare gli spettri della retrocessione – ha risposto con un assetto speculare, confermando la coppia d’attacco composta da Bonazzoli e Sanabria, con la sorpresa Vardy relegato inizialmente in panchina. La partita, valida per la trentacinquesima giornata di Serie A, vedeva quindi i grigiorossi schierati con un 4-4-2 piuttosto aggressivo: Audero tra i pali protetto da una linea difensiva che includeva Terracciano, Baschirotto, Luperto e Pezzella, mentre il centrocampo affidato a Floriani, Grassi, Maleh e Zerbin aveva il compito di alimentare le punte. La Lazio, invece, dal canto suo si presentava con il consueto 4-3-3: Motta in porta, Marusic e Tavares sugli esterni difensivi con Provstgaard e Romagnoli al centro, mentre il triangolo mediano era composto da Basic, Patric e Taylor. Davanti, il tridente Isaksen-Maldini-Zaccagni rappresentava la principale fonte di pericolo per la difesa di casa.
Imprevisti in campo: l’infortunio di Baschirotto
La cronaca del match, seppur ferma ai primi minuti di gioco, ha già però registrato un episodio che potrebbe pesare come un macigno sul futuro immediato della squadra di casa. Il difensore Baschirotto, perno centrale della retroguardia cremonese, è stato infatti costretto ad abbandonare il campo intorno al diciottesimo minuto. Il tutto è accaduto in maniera quasi silenziosa, senza un contrasto violento o un episodio plateale: il giocatore si è accasciato a terra dopo aver appoggiato il pallone a un compagno, lamentando chiaramente un problema al quadricipite destro. La richiesta di soccorso e del conseguente cambio è stata immediata, e al suo posto è entrato Bianchetti per cercare di tamponare l’emergenza. Per Giampaolo, già alle prese con una crisi di risultati che si protrae da troppe giornate, si profila all’orizzonte una perdita pesantissima: senza Baschirotto, la corsa per la salvezza – un vero e proprio rush finale contro il tempo e gli avversari – diventa un’impresa ancora più ardua, costellata da insidie che nessun tecnico vorrebbe mai affrontare in un momento così delicato della stagione.




