Rita Ugolini, 18 anni, muore sull’argine del Po: la Bmw si schianta, gravissima l’amica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’asfalto dell’argine, a Garofolo di Canaro, nel Rodigino, si è trasformato in una trappola mortale nel primo pomeriggio di ieri. A diciannove anni appena compiuti – o forse ancora diciotto, come hanno poi precisato i primi rilievi – Rita Ugolini ha perso la vita a bordo di una Bmw blu di grossa cilindrata, finita fuori strada in circostanze che gli inquirenti stanno ancora ricostruendo. La giovane, nata a Ferrara ma residente da poco a Polesella, viaggiava come passeggera accanto al fidanzato, un trentaduenne di nazionalità rumena che abitava anch’egli nel ferrarese. Con loro, sul sedile posteriore, un’amica coetanea della vittima, pure lei di Polesella, le cui condizioni sono state da subito definite critiche.

L’impatto lungo la strada arginale

La dinamica, al momento, resta frammentaria: quel che si sa è che l’autovettura, per cause ancora da accertare, è uscita di strada finendo nella scarpata laterale. Dell’impatto, violento e improvviso, non ci sono testimoni diretti oltre ai tre occupanti. Sul posto sono accorsi i mezzi di soccorso, ma per Rita non c’è stato nulla da fare. Il conducente, invece, è rimasto ferito – si parla di traumi non mortali – mentre l’altra diciottenne è stata trasportata d’urgenza in elisoccorso all’ospedale di Padova, dove i medici l’hanno ricoverata in gravissime condizioni. La prognosi, che al momento resta riservata, lascia presagire un percorso lungo e incerto.

Un bilancio che interroga gli investigatori

Due feriti e una vittima: questo il bilancio provvisorio di un incidente che riaccende i riflettori sulla pericolosità delle strade arginali, spesso prive di barriere e poco illuminate. La Bmw, sequestrata per i rilievi tecnici, sarà sottoposta a verifiche approfondite; gli inquirenti non escludono che l’alta velocità – o una distrazione – possano aver giocato un ruolo determinante. Il fidanzato della ragazza, pur ferito, è stato sentito sommarialmente dagli agenti, che hanno avviato un’inchiesta per ricostruire ogni secondo precedente lo schianto. Nessuna ipotesi viene al momento scartata, compresa quella di un possibile malore alla guida.

Una vita spezzata poche settimane dopo il trasferimento

Rita Ugolini si era trasferita da Ferrara a Polesella insieme alla famiglia, probabilmente per motivi legati al lavoro o allo studio; la sua esistenza, ancora tutta da costruire, è stata stroncata in un pomeriggio di aprile. Con lei viaggiava l’amica del cuore, ora in lotta tra la vita e la morte, e il compagno che teneva il volante. Dei tre, solo il trentaduenne – almeno stando alle prime informazioni – ha riportato lesioni definite guaribili in tempi non lunghissimi. Resta da chiarire se qualcuno dei passeggeri indossasse regolarmente le cinture di sicurezza, un dettaglio che potrebbe influire sulle eventuali responsabilità. Le indagini procedono senza clamore, affidate ai carabinieri della compagnia di Rovigo, che stanno acquisendo filmati e referti.

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