La cometa Lemmon illumina i cieli d'Italia, tra scatti fotografici e antichi resti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La cometa C/2025 A6, universalmente conosciuta come Lemmon, sta solcando in queste settimane i cieli autunnali, offrendo uno spettacolo celeste che, sebbene osservabile ormai solo con l'ausilio di un piccolo binocolo, continuerà a incantare gli appassionati fino a metà del prossimo mese. Questo corpo minore del sistema solare, la cui origine è da ricercarsi nelle profondità della lontanissima Nube di Oort – un guscio sferico di nuclei ghiacciati che si estende per oltre ventimila volte la distanza che separa la Terra dal Sole –, rappresenta uno di quegli affascinanti visitatori che periodicamente irrompono nella porzione di spazio a noi più prossima, portando con sé il mistero di regioni cosmiche ancora inesplorate.

Uno scatto che unisce storia e cosmologia

Proprio mentre compie il suo viaggio, la cometa è stata immortalata in una fotografia di rara suggestione, la quale la ritaglia, luminosa e distinta, al di sopra della spiaggia di Anzio, dove affiorano, quasi a dialogare con la volta celeste, i resti archeologici di epoca romana. L'immagine, frutto di una sapiente composizione tecnica, unisce la nitidezza del cielo, ottenuta tramite un processo di stack realizzato con il software Sequator per una resa il più possibile fedele delle stelle e della chioma cometaria, a un singolo scatto del paesaggio in primo piano. Per la parte celeste, è stata impiegata una fotocamera Sony A7III con un obiettivo da 70 millimetri, ciascuna delle cui pose – della durata di venticinque secondi, a ISO 800 e con un'apertura di f/2.8 – è stata guidata da un astroinseguitore, strumento fondamentale per preservare la precisione dei dettagli sia stellari che della coda della cometa, evitando così il mosso causato dalla rotazione terrestre.

La fortunata cattura di un incontro cosmico

Quasi a confermare la natura spettacolare del suo passaggio, un'altra immagine straordinaria è stata catturata dagli strumenti del Virtual Telescope, situati a Manciano, in una zona della Toscana celebre per la qualità eccezionale del suo cielo notturno. L'astrofisico Gianluca Masi, che dirige scientificamente il progetto, ha fissato per puro caso un'illusione ottica di straordinario impatto, nella quale la scia luminosa della cometa Lemmon sembra abbracciare, in un gioco di prospettiva che sfida le distanze reali, il fugace passaggio di una meteora.

La pazienza di un fotografo appassionato

Dalle colline del Varesotto, invece, giunge lo scatto realizzato da Gabriele Brugnoni, il quale, la sera del 24 ottobre, ha colto la cometa poco dopo il crepuscolo dal comune di Morosolo. Quella che ha prodotto è una testimonianza di grande perizia, dove la passione per l'astronomia si fonde con una meticolosa preparazione tecnica; per l'occasione, infatti, è stato utilizzato un obiettivo da 300 millimetri montato su una Canon EOS 6D, il tutto stabilizzato da un astroinseguitore che, compensando il moto rotatorio del nostro pianeta, ha permesso di mantenere una perfetta immobilità nell'inquadratura delle stelle di fondo, regalando un ritratto cristallino e di grande effetto del visitatore celeste.

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