Il Psg di Kvara vince la quattordicesima Ligue 1, poi pensa all’Arsenal

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria che consegna il titolo, il quattordicesimo della propria storia, al Paris Saint-Germain arriva nel posto più scomodo possibile: lo Stade Bollaert-Delelis di Lens. Perché è lì, in casa dell’unica squadra che in questa stagione – va detto – è riuscita a tenere testa ai campioni d’Europa, che la formazione di Luis Enrique ha trovato la matematica per il quinto trionfo consecutivo in Ligue 1. Un successo, lo 0-2 finale, che non racconta però la fatica reale del match: contro il Lens, secondo in classifica e qualificato per la prossima Champions League, il Psg ha dovuto sudare parecchio quei tre punti. A fare la differenza, oltre alla qualità superiore, sono state le parate decisive di Safonov tra i pali e le due reti, una firmata dal georgiano Khvicha Kvaratskhelia e l’altra dal giovanissimo Mbaye, classe 2008.

Kvaratskhelia rompe l’equilibrio, poi il sigillo di Mbaye

A sbloccare il confronto diretto – un vero e proprio dentro-fuori per la matematica del titolo, anche se al Psg bastava un pareggio – ci ha pensato proprio l’ex attaccante del Napoli. Al ventottesimo minuto, Kvaratskhelia ha raccolto un assist al limite dell’area, aggiustandosi il pallone sul sinistro e infilando l’angolo basso opposto. Una rete da attaccante vero, che ha spento la spinta iniziale del Lens e ha messo la partita sul binario giusto per i parigini. Poi, nel recupero della ripresa, al novantaquattresimo minuto, il raddoppio di Ibrahim Mbaye ha chiuso definitivamente i conti, scatenando la festa sugli spalti dei pochissimi tifosi ospiti concessi, ma anche in panchina.

Terzo trofeo stagionale in attesa della finale europea

Con questo successo il Psg alza il terzo trofeo della sua annata: prima erano arrivate la Supercoppa europea e quella francese, entrambe vinte all’inizio della stagione. Adesso i campioni di Francia si tengono in caldo, in attesa dell’appuntamento più importante, la finale di Champions League in programma il 30 maggio a Budapest. L’avversario sarà l’Arsenal di Mikel Arteta, una squadra costruita per competere sul doppio fronte e che attualmente, nei rispettivi campionati, tiene il Manchester City a debita distanza nella rincorsa al titolo inglese. Per il Psg si tratterebbe della seconda finale consecutiva nella massima competizione europea, un risultato che confermerebbe la dimensione ormai supercontinentale del club.

Un campionato dominato, nessuna sorpresa nel finale

La Ligue 1, in realtà, non ha mai davvero avuto un dubbio: il Psg ha viaggiato costantemente davanti a tutti, ma il Lens – unica formazione a non essersi mai arresa – ha rappresentato l’avversario più credibile fino all’ultima giornata utile. La vittoria nello scontro diretto, però, ha semplicemente certificato l’ovvio: il divario tecnico, anche dopo l’addio di certe stelle, resta incolmabile. Per Kvaratskhelia, arrivato a Parigi nell’estate scorsa con grandi aspettative, questo è il primo titolo francese in carriera, impreziosito dalla firma decisiva sul campo più difficile. Per Luis Enrique, invece, l’ennesima conferma di un metodo che funziona – nonostante qualche critica europea – e che ora dovrà trovare la ciliegina sulla torta proprio contro l’Arsenal.

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