Gli Oasis dedicano una canzone a Guardiola, ma parte qualche fischio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La fede calcistica, si sa, non ammette mezze misure. E anche Liam Gallagher, che con il fratello Noel ha riportato in vita gli Oasis dopo anni di attesa, lo ha scoperto sulla propria pelle durante il concerto a Manchester, dove una dedica a Pep Guardiola ha scatenato qualche reazione contraria. «Voglio dedicare la prossima canzone al più grande allenatore di tutti i tempi», ha annunciato Liam, inchinandosi più volte in direzione dell’ospite d’eccezione, seduto tra il pubblico. Pochi istanti dopo, mentre le note di D’You Know What I Mean? risuonavano nello storico Heaton Park, alcuni fischi hanno punteggiato l’omaggio al tecnico del Manchester City.
Non è una sorresa che Gallagher, tifosissimo del City, abbia voluto rendere omaggio a Guardiola, considerato da molti – e non solo da lui – un innovatore del calcio moderno. Ma in una città divisa tra blues e reds, dove le rivalità sopravvivono anche fuori dagli stadi, il gesto non è passato del tutto inosservato. La reunion dei fratelli Gallagher, comunque, ha superato ogni aspettativa: oltre 80mila persone hanno riempito il parco sotto un cielo estivo insolitamente caldo, celebrando un ritorno che molti credevano impossibile.
La scaletta, lunga e ricca di successi, ha spaziato dai classici degli esordi come Supersonic e Rock ‘n’ Roll Star fino a brani più recenti, senza dimenticare le ballad che hanno segnato un’intera generazione. Wonderwall e Don’t Look Back In Anger hanno fatto cantare il pubblico in coro, mentre Champagne Supernova, chiusura tra luci e fuochi d’artificio, ha suggellato una serata che difficilmente verrà dimenticata. Manchester, del resto, non poteva che essere la tappa più simbolica di un tour che, dopo Cardiff, conferma il legame indissolubile tra i Gallagher e la loro città.




