Patente, cosa cambia con i nuovi controlli per l’udito e non solo
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Redazione Salute
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Il sistema di rinnovo della patente di guida in Italia, che attualmente non prevede un limite d’età anagrafico, si appresta a subire una significativa trasformazione, la quale, pur non modificando il principio di fondo, introduce accertamenti medici più stringenti e parametri di valutazione sensibilmente diversi dal passato. Una delle innovazioni più rilevanti, che interessa in modo particolare gli automobilisti over 65, riguarda l’introduzione del controllo strumentale dell’udito, un esame che diventa obbligatorio e che si affianca a una revisione generale dei criteri di idoneità. Questo cambiamento, che avrà piena attuazione con il nuovo codice della strada, sposta il fulcro della valutazione sulla responsabilità del medico curante e su una serie di verifiche, alcune delle quali del tutto inedite, finalizzate a certificare con maggiore accuratezza le condizioni fisiche e psichiche del conducente.
I nuovi parametri per gli automobilisti over 65
A partire dal primo dicembre, infatti, entra in vigore la nuova disciplina che, per coloro che hanno superato i sessantacinque anni, rende il processo di rinnovo equiparabile, sotto molti aspetti, a un esame completo. La stretta, voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il supporto tecnico del Ministero della Salute, non si limita a una mera formalità ma stabilisce verifiche più rigorose su quelle condizioni che possono incidere in maniera determinante sulla sicurezza alla guida. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una circolazione più sicura, tentando di ridurre il numero di incidenti riconducibili a colpi di sonno o a malori improvvisi, situazioni che, sebbene non sempre prevedibili, possono trovare un argine in accertamenti medici più approfonditi.
L’impatto delle nuove verifiche mediche
Le modifiche arrivano in un contesto dove l’attenzione pubblica sul tema è alta, come ha dimostrato il recente e tragico incidente stradale di Piavon di Oderzo, che ha visto coinvolto un autobus di studenti e un’auto guidata da un ottantacinquenne al quale, stando alle ricostruzioni, non era stata rinnovata la patente da agosto. Episodi del genere, sebbene dalle dinamiche complesse e non sempre direttamente riconducibili all’età, riaccendono inevitabilmente il dibattito sull’idoneità alla guida in età avanzata. In Italia, secondo i dati forniti dall’Unasca e dal ministero, sono quasi sette milioni e mezzo gli over 65 in possesso di patente, una fetta che corrisponde a circa il diciannove per cento del totale dei guidatori, un numero troppo consistente per non meritare una normativa specifica e aggiornata.
Verso un sistema di accertamento più strutturato
Il processo di rinnovo, dunque, evolve verso un modello che richiederà un impegno maggiore ai automobilisti interessati, i quali dovranno sottoporsi a un ventaglio di test ampliato. L’introduzione del controllo strumentale sull’udito, già obbligatorio per il conseguimento della patente stessa, rappresenta solo uno degli elementi di novità, a cui se ne affiancano altri che mirano a valutare in modo più complessivo lo stato di salute. Si delinea, in sostanza, un sistema che, pur in assenza di un limite anagrafico perentorio, affida alla medicina la responsabilità di tracciare un confine più netto tra idoneità e inidoneità, concentrandosi su quei fattori che, se trascurati, potrebbero trasformare il veicolo in un pericolo per sé e per gli altri.




