Funerali di Stato per Jimmy Carter
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Redazione Esteri
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La parabola di Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti, rappresenta una vera epopea americana. Nato in una fattoria della Georgia senza elettricità né acqua corrente nei primi anni Venti del secolo scorso, Carter ha vissuto una vita straordinaria, passando dall'essere un ragazzo di campagna scalzo a diventare un'icona globale in tarda età. La sua famiglia, dopo aver ottenuto una moderata fortuna coltivando arachidi, ha potuto migliorare le proprie condizioni di vita.
Carter, presidente degli Stati Uniti dal 1977 al 1981, è morto all'età di cento anni a Plains, Georgia. I funerali di Stato si terranno il 9 gennaio alla National Cathedral di Washington. Questo evento rappresenterà l'ultimo momento di apparente unità americana prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. La cerimonia ha sollevato interrogativi sulla possibile presenza di Trump.
Nel corso della sua vita, Carter è stato spesso considerato un debole, ma è riuscito a riscattarsi dopo la Casa Bianca, diventando un simbolo di pace e umanità. La sua morte segna la fine di un'era, lasciando un vuoto tra gli statisti operatori di pace. Se esistesse un Empireo riservato a tali figure, Carter vi troverebbe posto accanto a Gandhi, Nehru, Olaf Palme, Willy Brandt, Yitzhak Rabin, Yasser Arafat, Mandela, Luther King e Michail Gorbaciov.
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno perso due dei loro centenari più illustri: Henry Kissinger e Jimmy Carter. L'ex segretario di Stato di Nixon e Ford e l'ex presidente, entrambi Nobel per la Pace, erano agli antipodi: Kissinger, un figlio di puttana di grande successo, e Carter, un sant'uomo di grande insuccesso.




