Arrestata in Venezuela l'attivista italo-venezuelana Rita Capriti
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Redazione Interno
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Rita Capriti, cittadina italo-venezuelana originaria di Mirto, nel Messinese, è stata arrestata il 2 agosto in Venezuela. Capriti, esponente del partito d'opposizione venezuelano Primero Justicia, è stata accusata di incitamento all'odio. Attualmente, si trova isolata in una stanza, e non in carcere, come inizialmente comunicato. La notizia è stata resa nota dal dirigente della struttura carceraria, José Dellacroiz.
Crescono le segnalazioni di italiani scomparsi
Dopo l'insediamento di Nicolas Maduro come presidente del Venezuela, le segnalazioni di italiani scomparsi sono aumentate. Le elezioni contestate e poco trasparenti hanno alimentato tensioni, con proteste e manifestazioni represse duramente dalla Guardia nazionale bolivariana (Gnb). La comunità italiana in Venezuela vive ora nella paura, con un numero crescente di arresti tra i dissidenti.
La repressione di Maduro colpisce anche gli italiani
La repressione del governo di Nicolas Maduro ha toccato anche un centinaio di cittadini di origine italiana o con doppio passaporto. La Corte Suprema del Venezuela ha annunciato che a breve darà una risposta definitiva e inappellabile sul voto presidenziale, ma molti osservatori ritengono che l'organo giudiziario sia strettamente legato al potere.
Il caso di Antonio Calvino
Tra i casi più recenti di italiani scomparsi c'è quello di Antonio Calvino, di origini siracusane. Calvino, oppositore del governo, è stato arrestato tre anni fa durante la pandemia di Covid-19 davanti al consolato italiano a Caracas con l'accusa di incitamento all'odio. Liberato lo scorso anno su pressione del governo italiano, dal 9 agosto scorso non si hanno più sue notizie.




