Spread Btp-Bund, tornano i timori: cresce chi lo vede sopra 100 punti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Tra gli operatori finanziari tornano i timori sullo spread Btp-Bund dopo cinque mesi caratterizzati da aspettative più favorevoli. Il sondaggio di settembre realizzato da Assiom Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor mostra che il 39% degli intervistati considera possibile nei prossimi mesi un differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi superiore ai 100 punti base. Il cambiamento interrompe una fase nella quale la maggioranza degli operatori aveva invece indicato valori inferiori a quella soglia, segnalando un mutamento delle attese proprio mentre i titoli sovrani europei tornano al centro dell’attenzione dei mercati.
Dopo cinque mesi cambia il clima sul differenziale italiano
Il passaggio è particolarmente evidente nel confronto con i mesi precedenti. La quota di operatori che ipotizza un superamento della soglia indicata è raddoppiata, mentre lo scorso giugno la fiducia aveva raggiunto il livello più elevato della fase recente: allora l’82% degli intervistati prevedeva un differenziale inferiore ai 100 punti base. La rilevazione attuale non fotografa quindi soltanto una variazione marginale delle aspettative, ma interrompe una sequenza durata cinque mesi nella quale le indicazioni degli operatori erano state dominate dalla prospettiva di uno spread più contenuto.
Il movimento osservato sul mercato obbligazionario offre un ulteriore elemento di contesto. Nella giornata precedente il divario tra i rendimenti dei titoli italiani e tedeschi si era ampliato di 17 punti base; nella seduta del 2 ottobre il differenziale risultava a quota 127 sulla piattaforma Mts del gruppo Euronext. L’allargamento registrato nella giornata era attribuito interamente alla discesa del rendimento del Bund tedesco, un movimento tipico delle fasi di maggiore tensione, nelle quali gli acquisti tendono a premiare i Paesi caratterizzati da un livello di debito più contenuto.
Per le Borse prevale invece l’attesa di una fase stabile
Le indicazioni sul mercato azionario risultano più prudenti ma meno orientate verso forti movimenti. Per i prossimi sei mesi, fino a marzo 2027, il 53% degli intervistati prevede listini sostanzialmente invariati, con oscillazioni comprese tra -3% e +3%. Nel precedente sondaggio di agosto la stessa indicazione raccoglieva il 39% delle risposte. La crescita della quota di chi si aspetta stabilità segnala dunque un orientamento verso una fase di assestamento, senza picchi marcati né al rialzo né al ribasso nelle principali piazze azionarie.
Il sondaggio di settembre separa così nettamente le aspettative sui due principali segmenti osservati. Sul fronte azionario aumenta il numero di operatori che indica una fascia di variazione limitata per i prossimi mesi, mentre sui titoli di Stato italiani riemerge una maggiore cautela dopo la lunga fase di fiducia iniziata in primavera. La rilevazione è stata condotta tra gli associati dell’organizzazione che riunisce professionisti attivi nei mercati finanziari e fotografa le aspettative espresse alla fine del terzo trimestre dell’anno.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
