Stellantis, i pickup salvano i conti in America ma il mercato europeo resta un’incognita

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Seduta vivace per Stellantis, che nel corso della giornata ha messo a segno un rialzo del 2,45%, muovendosi in controtendenza rispetto a un mercato che, tuttavia, continua a esercitare una pressione significativa sul titolo. La trendline del gruppo italo-francese-statunitense, su base settimanale, si mantiene infatti allineata a quella del CAC40, a dimostrazione del fatto che le oscillazioni del titolo risentono più dell’andamento generale del mercato di riferimento che di dinamiche interne alla società.

E proprio mentre il mercato azionario premiava il titolo, gli analisti finanziari si interrogavano sulla solidità del percorso di crescita tracciato dall’amministratore delegato Antonio Filosa, reduci da una pubblicazione dei conti che ha diviso gli operatori.

Il rebus dei conti e le prospettive del gruppo

Nonostante il bilancio del secondo trimestre abbia evidenziato un deciso miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un fatturato salito a 43,5 miliardi di euro, in crescita del 13%, il mercato ha mostrato un certo scetticismo. Il risultato operativo adjusted, attestatosi a 773 milioni di euro, ha infatti mancato le attese degli analisti, che avevano scommesso su una cifra più vicina ai 914 milioni.

Un dato che ha spinto diversi istituti di credito a mantenere un atteggiamento prudente: Citi ha definito la performance "sconcertante", mentre BNP Paribas ha rivisto al ribasso il proprio target sul titolo, portandolo a 5,38 euro. A pesare sul giudizio degli analisti sono stati i tagli dei prezzi in Europa, necessari per arginare la concorrenza dei produttori cinesi, e l’impatto dei dazi statunitensi, che per l’intero anno sono stimati tra 1 e 1,2 miliardi di euro.

Antonio Filosa ha tuttavia ribadito la fiducia nel piano di rilancio, chiedendo tempo per la sua attuazione: "Non sono sfide che si risolvono in una notte", ha dichiarato, confermando comunque le prospettive per l’intero anno.

Il traino del Nord America e il divario con la Cina

A sostenere le ambizioni di Stellantis ci pensa il mercato nordamericano, dove le vendite sono cresciute del 6% nel secondo trimestre, spinte in particolare dall’incremento dell’11% dei pickup ad alto margine come il Ram e i modelli Jeep. Un risultato che conferma la strategia di Filosa, concentrata sul recupero delle quote di mercato negli Stati Uniti, perse sotto la gestione del predecessore Carlos Tavares.

L’analisi dei dati mette in luce un contrasto netto tra le due sponde dell’Atlantico: mentre in America i veicoli commerciali leggeri trainano la ripresa, in Europa il fatturato è rimasto piatto e la concorrenza cinese si fa sempre più pressante. Per contrastare l’avanzata di marchi come BYD e Chery, Stellantis punterà sulla propria joint venture cinese Leapmotor, le cui vendite in Europa sono quasi sestuplicate nel primo semestre, e sullo sviluppo di nuove piattaforme in grado di competere in termini di costi con le rivali asiatiche.

FIAT cresce in Europa e ridisegna gli equilibri

In questo scenario complesso, il marchio FIAT si conferma un’eccezione virtuosa nel Vecchio Continente. Nel primo semestre del 2026, il brand ha registrato un incremento delle immatricolazioni del 21,7% nell’area EU29, portando la propria quota di mercato al 3,3%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che rappresenta la crescita più significativa tra i principali marchi del gruppo Stellantis e che contribuisce a ridisegnare gli equilibri del mercato europeo, dove la domanda di auto nuove resta però stagnante.

Il dato, se da un lato sottolinea la resilienza del marchio italiano, dall’altro evidenzia le difficoltà strutturali che Stellantis deve affrontare per mantenere la competitività in un contesto globale segnato da tensioni commerciali e da una transizione tecnologica ancora incerta.

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