Fermato in Svizzera un camionista che aveva guidato per ben 27 ore di fila
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Sarebbe potuta finire in tragedia, e invece si è conclusa con una cauzione salata e una denuncia penale, la maratona folle di un camionista fermato dalla polizia a Thayngen, nel canton Sciaffusa. L’uomo, un quarantenne di nazionalità turca, è stato intercettato mentre era al volante del suo autoarticolato da oltre ventisette ore consecutive, una vera e propria corsa contro il tempo e contro ogni logica di sicurezza, senza concedersi quelle soste che la legge, invece, impone tassativamente per chi guida mezzi pesanti. A tradirlo, un controllo mirato delle forze dell’ordine elvetiche in una zona poco distante dal confine con la Germania, dove i flussi di traffico commerciale sono intensi e le maglie dei controlli, a quanto pare, si stanno facendo sempre più strette.
Violazioni a decine e un record di fatica
I numeri emersi dal verbale, e riportati dall’agenzia Keystone-ATS, dipingono un quadro di sistematica illegalità che va ben oltre l’episodio isolato. Gli accertamenti hanno rivelato che, nel giro di quasi due mesi, l’autista aveva accumulato ventinove violazioni delle normative sui tempi di guida e di riposo. Non solo: lo stesso conducente aveva superato di ben ventiquattro ore e trentuno minuti il limite massimo di guida consentito su due settimane, che è di novanta ore. In pratica, in un arco temporale relativamente breve, le sue trasgressioni sono state talmente tante da configurare una consapevole messa in pericolo della circolazione, costringendo la polizia a intervenire non solo con una sanzione pecuniaria, ma con un vero e proprio fermo e una conseguente denuncia al Ministero pubblico.
La cauzione e le conseguenze giudiziarie
Le conseguenze per il conducente sono state immediate e particolarmente pesanti, come spesso accade in territorio elvetico dove il rispetto delle regole è considerato un valore inderogabile. Oltre a vedersi costretto a pagare una cauzione di diverse migliaia di franchi svizzeri, il quarantenne dovrà ora rispondere delle sue azioni davanti al magistrato. Non si tratta, quindi, di una semplice multa stradale: la procura valuterà la posizione del camionista alla luce della pericolosità concreta della sua condotta, considerando che guidare per un’intera giornata senza sosta trasforma un veicolo di decine di tonnellate in un’arma potenziale. La decisione delle autorità di Sciaffusa manda un segnale chiaro a tutto il settore, sottolineando come la stanchezza alla guida sia un nemico silenzioso ma mortale, specialmente quando si parla di trasporto pesante su lunghe percorrenze.
Un problema strutturale nel mondo dell'autotrasporto
Questo episodio, per quanto eclatante, non rappresenta purtroppo un caso isolato nel panorama del trasporto su gomma, dove le pressioni per rispettare consegne impossibili spingono spesso gli autisti a infrangere le regole. La stessa polizia sciaffusana ha constatato che l’uomo non solo ha ignorato i limiti giornalieri (la legge prevede massimo dieci ore di guida al giorno), ma ha anche trascurato completamente i periodi di riposo obbligatori. Sebbene il settore stia attraversando una fase critica a causa dell’aumento dei costi del carburante, che mette sotto scacco le aziende di trasporti, nulla può giustificare una scelta così azzardata. L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che quella maratona si concludesse con un aggiornamento della cronaca nera, fermando un tir che viaggiava ormai a velocità sostenuta nonostante l’autista avesse superato da tempo il limite della resistenza umana.




