Tragedia sulla superstrada del Liri, due incidenti in 24 ore: vittime un giovane di Scafati e un camionista
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Redazione Interno
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Un bilancio di due morti in meno di due giorni, entrambi lungo il medesimo asse viario: la statale 690 “Avezzano-Sora”, più nota come superstrada del Liri, torna purtroppo alla ribalta della cronaca per l’ennesima sequenza di schianti mortali. A distanza di poche ore, due incidenti distinti hanno causato la morte di un giovane di 26 anni e di un camionista 67enne, gettando nello sconforto le rispettive comunità di origine e riaccendendo i riflettori – se ancora ce ne fosse bisogno – sulla pericolosità oggettiva di questa infrastruttura che collega l’Abruzzo al basso Lazio.
Frontale nella semicurva: l’impatto violento che non ha lasciato scampo
È accaduto nella mattina del 21 aprile, nel territorio di Balsorano, all’altezza del chilometro 36.500. Una Fiat 500X, con a bordo due giovani entrambi originari di Scafati, si è scontrata frontalmente con un mezzo pesante all’uscita di una semicurva. Una dinamica, quella dello scontro frontale, che lascia spesso poco spazio alla sorte: l’urto è stato talmente violento che l’auto è finita accartocciata contro il guardrail. Per Biagio Liban Di Lallo, 26 anni, non c’è stato nulla da fare; gli operatori del 118, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Sora, hanno potuto solo constatarne il decesso. L’amico che era alla guida della vettura, un coetaneo della stessa città dell’Agro, è rimasto gravemente ferito ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Sora, dove versa in condizioni critiche. Illeso, o comunque con ferite giudicate lievi, l’autista del tir coinvolto nello schianto.
Il volo nel vuoto del tir: la scarpata e il conducente 67enne morto sul colpo
Quel che rende ancor più cupo il quadro è la coincidenza temporale e spaziale con un altro dramma. Appena ventiquattr’ore prima, domenica 19 aprile, nello stesso tratto della superstrada ma poco prima dello svincolo per Civitella Roveto, un camion ha perso il controllo. Il mezzo pesante, un tir di notevoli dimensioni, ha sfondato le barriere di protezione del ponte per poi precipitare nel vuoto per diversi metri, finendo nella scarpata sottostante. Per il conducente, un uomo di 67 anni originario di Ariccia (in provincia di Roma) che stava viaggiando per lavoro da Sora ad Avezzano, l’impatto con il suolo è stato letale. Inutile l’arrivo dell’elisoccorso, decollato per tentare un trasporto disperato in ospedale: all’arrivo dei soccorsi non c’era già più nulla da fare.
Le conseguenze sulla viabilità e le indagini in corso
Entrambi gli incidenti hanno richiesto l’intervento massiccio delle forze dell’ordine e dei tecnici Anas. Dopo lo scontro di Balsorano, la statale 690 è rimasta chiusa in entrambe le direzioni per diverse ore, causando lunghe code e disagi agli automobilisti. Il traffico è stato deviato lungo la strada regionale 82 per consentire le operazioni di messa in sicurezza dei veicoli incidentati e i rilievi necessari a ricostruire la dinamica esatta dei fatti. Se per la caduta del tir si ipotizza un possibile malore o un errore umano aggravato dalle condizioni del manto stradale – si parla spesso di forte vento e presenza di detriti in carreggiata su questa arteria – per lo scontro frontale gli inquirenti stanno cercando di capire se l’auto abbia invaso la corsia opposta o se vi siano state altre concause. Quel che è certo è che la superstrada del Liri, nonostante sia classificata come strada a scorrimento veloce, presenta tratti caratterizzati da limiti di velocità ridotti e curve insidiose, specialmente per i mezzi pesanti che la percorrono quotidianamente.




