Michele Morrone a "Belve": "Ero depresso, bevevo per anestetizzare il dolore. Ho baciato altri uomini"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Michele Morrone, l’attore diventato star globale grazie al controverso successo di 365 giorni, si è raccontato senza filtri nell’ultima puntata di Belve, il talk show di Francesca Fagnani in onda su Rai 2. Tra confessioni intime e retroscena inediti, ha dipinto un ritratto crudo della sua vita, lontano dai riflettori e dai glamour hollywoodiani.
"Bevo per anestetizzare il dolore", ha ammesso, riferendosi a un periodo di profonda depressione seguito al divorzio dalla moglie, la stilista libanese Rouba Saadeh, da cui ha avuto due figli. La separazione, nel 2018, lo avrebbe spinto a cercare rifugio nell’alcol, fino a sfiorare il coma etilico. "Ero ubriaco quasi sempre", ha confessato, descrivendo una spirale autodistruttiva che lo ha portato a perdere il controllo. Non ha taciuto neppure alcuni esperimenti sessuali, rivelando di aver baciato altri uomini in un momento di confusione e solitudine.
Ma le rivelazioni più scioccanti riguardano un’ex compagna che, a suo dire, lo avrebbe manipolato somministrandogli sostanze non meglio specificate. "Mi drogava", ha detto, senza approfondire i dettagli ma lasciando intendere che si trattasse di un tentativo di condizionarlo. Sebbene abbia evitato di fare nomi, l’accusa ha gettato un’ombra su dinamiche tossiche vissute in privato, lontano dall’immagine di sex symbol che lo accompagna.
Il successo internazionale, arrivato con il film di Netflix, non è bastato a cancellare le cicatrici. Anzi, ha acuito il contrasto tra l’immagine pubblica – quella dell’attore sicuro, ammirato, desiderato – e la realtà di un uomo che ha faticato a riconciliarsi con se stesso. "Uno dei capitoli più infelici della mia vita", lo ha definito, sottolineando come la fama possa nascondere un vuoto interiore.




