Michele Morrone a "Belve": "Dopo il divorzio, l’alcol era l’unico modo per anestetizzare il dolore"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Michele Morrone, ospite della puntata di Belve in onda martedì 20 maggio su Rai 2, ha parlato senza filtri dei momenti più bui della sua vita, quelli seguiti alla fine del matrimonio. “Ho vissuto una depressione profonda, e l’alcol è diventato la mia via di fuga”, ha confessato all’intervistatrice Francesca Fagnani, ammettendo di aver rischiato il coma etilico in almeno un’occasione. “Bevo tantissimo, era il metodo più economico e autodistruttivo che conoscessi per soffocare il dolore”, ha aggiunto, descrivendo un periodo in cui l’ubriacatura era l’unico modo per non sentire il vuoto lasciato dalla separazione.

L’attore, noto per ruoli come quello in 365 giorni, ha tracciato un parallelo tra il sistema hollywoodiano e quello italiano, sottolineando come il primo tenda a enfatizzare l’immagine pubblica a discapito della fragilità umana, mentre il secondo – pur con tutte le sue contraddizioni – lascia più spazio alla verità delle emozioni. Un contrasto che, per qualcuno come lui, abituato a navigare tra i due mondi, può rivelarsi destabilizzante.

La puntata, che ha visto anche la presenza di Raz Degan e Benedetta Rossi, ha offerto diversi spunti di riflessione, tra cui le dichiarazioni dell’attore israeliano sul “sesso spirituale”, una pratica che afferma di seguire da vent’anni. Un’affermazione che, inevitabilmente, riporta alla mente il suo passato con Paola Barale, sebbene la showgirl – da tempo lontana dai riflettori – non abbia ancora reagito pubblicamente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.